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Con il supporto delle due Prefetture, della Protezione Civile e delle Aziende Sanitarie territoriali, la Regione Basilicata ha definito le linee d'indirizzo per l'accoglienza dei cittadini ucraini in fuga dalla guerra.

Sarà un hub regionale gestito dalla Protezione Civile a ospitarli fino a 72 ore al loro arrivo in Basilicata e ad assolvere a tutte le procedure per il riconoscimento ed il rilascio dei permessi di soggiorno. Poi è previsto il trasferimento ai Centri di Accoglienza Straordinari o ai SAI, Sistema Accoglienza e Integrazione di competenza delle Prefetture. I centri opereranno in convenzione con i Comuni e gli enti del Terzo Settore. Oltre ai CAS e ai SAI, a garantire l'accoglienza, come sta già accadendo, saranno famiglie e associazioni private, per le quali sarà predisposto un capitolato speciale.

I profughi saranno sottoposti a screening sanitario e alla profilassi vaccinale. La Regione si interesserà, inoltre, sia dell'inclusione scolastica che del supporto psicologico dei minori, con l'attivazione di un tavolo tecnico coordinato dal Garante dell'infanzia e dell'adolescenza di Basilicata.

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