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Foster City (USA) – Gilead Sciences ha annunciato i risultati a 48 settimane di due studi di Fase III (Studi 1489 e 1490) che hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di un’associazione a dose fissa di bictegravir (50 mg) (BIC) – un nuovo inibitore sperimentale dell’attività di strand transfer dell’integrasi (INSTI) – ed emtricitabina/tenofovir alafenamide (200/25 mg) (FTC/TAF) – un backbone a duplice NRTI – per il trattamento dell’infezione da HIV-1 negli adulti naïve al trattamento. Negli studi, tuttora in corso, BIC/FTC/TAF è risultato essere statisticamente non inferiore ai regimi contenenti dolutegravir (50 mg) (DTG) in combinazione con un backbone a duplice NRTI. I dati sono stati presentati in due recenti sessioni [MOAB01 e TUPDB02] del IX Congresso IAS di Parigi (Francia).

“I medici sono alla continua ricerca di regimi di trattamento caratterizzati da un dosaggio semplice e pratico, in grado di sostenere la soppressione virologica a fronte di un profilo di sicurezza adeguato per la maggior parte dei pazienti affetti da HIV”, ha affermato Joel Gallant, MD, MPH, Direttore medico degli Specialty Services presso il Southwest CARE Center di Santa Fe (N.M.) e primo autore dello Studio 1489. “Le associazioni di un inibitore dell’integrasi con un backbone a duplice NRTI sono diventate uno standard terapeutico per il trattamento iniziale dell’HIV. Nel corso degli studi clinici, il regime sperimentale con BIC/FTC/TAF è stato ben tollerato, con bassi tassi di interruzioni dovute a eventi avversi, un’elevata barriera alla resistenza e poche interazioni farmacologiche”.

“Questi dati confermano il profilo di sicurezza ed efficacia che abbiamo costantemente osservato in altri studi di valutazione dei regimi basati sull’associazione FTC/TAF”, ha dichiarato Paul Sax, MD, Direttore clinico della Divisione malattie infettive del Brigham and Women’s Hospital di Boston, Professore di medicina presso la Harvard Medical School e primo autore dello Studio 1490. “Questi risultati indicano che la combinazione di bictegravir con FTC/TAF ha il potenziale per essere adatta a una vasta gamma di pazienti affetti da HIV, inclusi quelli con compromissione renale da lieve a moderata”.

Nello studio 1489, 629 adulti con HIV naïve al trattamento sono stati randomizzati 1:1 a ricevere BIC/FTC/TAF o abacavir/dolutegravir/lamivudina (600/50/300 mg) (ABC/DTG/3TC). Alla settimana 48, il 92,4% (n = 290/314) dei pazienti che assumevano BIC/FTC/TAF e il 93,0% (n = 293/315) di quelli che assumevano ABC/DTG/3TC ha raggiunto l’endpoint primario, costituito da livelli di RNA HIV-1 <50 copie/ml (differenza: -0,6%; IC95%: da -4,8% a 3,6%; p = 0,78).

Un’analisi separata ha studiato l’effetto dei due regimi sulle variazioni della densità minerale ossea (BMD, bone mineral density) e dei parametri di funzionalità renale. Le variazioni medie percentuali di BMD rispetto al basale alla settimana 48 sono state -0,83% per BIC/FTC/TAF contro -0,60% per ABC/DTG/3TC (p = 0,39) nella colonna lombare, e -0,78% per BIC/FTC/TAF contro -1,02% per ABC/DTG/3TC (p = 0,23) nell’anca. Non sono state rilevate differenze tra i trattamenti per quanto riguarda le variazioni dal basale alla settimana 48 della velocità stimata di filtrazione glomerulare (eGFR, estimated glomerular filtration rate) o della proteinuria. Le variazioni lipidiche non sono state significativamente diverse tra i due bracci. Nessun paziente randomizzato in alcuno dei due bracci ha sviluppato resistenza emergente dal trattamento, e le interruzioni dovute a eventi avversi sono state poche in entrambi i gruppi: 0,0% (n = 0) per BIC/FTC/TAF contro 1,3% (n = 4) per ABC/DTG/3TC. Gli eventi avversi (di qualsiasi grado) più comuni sono stati nausea (10% per BIC/FTC/TAF contro 23% per ABC/DTG/3TC), diarrea (13% contro 13%) e mal di testa (11% contro 14%).

Nello studio 1490, 645 adulti con HIV naïve al trattamento sono stati randomizzati 1:1 a ricevere BIC/FTC/TAF o DTG+FTC/TAF. Alla settimana 48, l’89,4% (n = 286/320) dei pazienti che assumevano BIC/FTC/TAF e il 92,9% (n = 302/325) di quelli che assumevano DTG+FTC/TAF ha raggiunto l’endpoint primario, costituito da livelli di RNA HIV-1 <50 copie/mL (differenza: -3,5%; IC95%: da -7,9% a 1,0%; p = 0,12). Le variazioni lipidiche non sono state significativamente diverse tra i due bracci, e non si sono verificate interruzioni per cause renali né casi di tubulopatia renale prossimale. Nessun paziente in alcun braccio di trattamento ha sviluppato resistenza ad alcuno dei farmaci di studio. Le interruzioni dovute a eventi avversi sono state poche in entrambi i bracci di trattamento: 1,6% (n = 5) per BIC/FTC/TAF contro <1,0% (n = 1) per DTG+FTC/TAF. Gli eventi avversi (di qualsiasi grado) più comuni sono stati mal di testa (13% per BIC/FTC/TAF contro 12% per DTG+FTC/TAF) e diarrea (12% contro 12%).

“I risultati di Fase III presentati alla Conferenza IAS 2017 dimostrano che la combinazione a singola compressa di bictegravir con il backbone FTC/TAF può rappresentare un’importante novità come triplice terapia per il trattamento dell’HIV”, ha dichiarato Norbert W. Bischofberger, PhD, Vice Presidente esecutivo della divisione R&D e Chief Scientific Officer di Gilead. “Questi dati provenienti dai pazienti naïve al trattamento – insieme a quelli di due ulteriori studi clinici di Fase III condotti in pazienti con esperienza di trattamento – hanno costituito la base delle domande di registrazione che abbiamo inoltrato negli Stati Uniti e nell’Unione Europea”.

Oltre agli studi 1489 e 1490, delle domande di registrazione presentate negli Stati Uniti e nella UE fanno parte anche i dati a 48 settimane provenienti da altri due studi in corso, che stanno valutando BIC/FTC/TAF in pazienti adulti virologicamente soppressi (Studi 1844 e 1878).

Bictegravir in combinazione con FTC/TAF come regime di a singola compressa è un trattamento sperimentale, la cui sicurezza o efficacia non è stata stabilita, e non ancora approvato in alcun Paese.



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