Aneurisma aorta addominale  Prof. Grego (Università di Padova): “Dai 55 anni basta una visita per prevenirlo”

L’esperto Prof. Grego (Università di Padova): “Dai 55 anni basta una visita per prevenirlo”. Avviata la campagna #Here for You

 “L’aneurisma dell’aorta addominale è l’espressione della malattia arterosclerotica che colpisce l’aorta addominale, la nostra arteria più grande, distruggendo le pareti del vaso. Poiché quel vaso è percorso da sangue ad alta pressione – spiega il Prof. Franco Grego, direttore della UOC Chirurgia Vascolare ed Endovascolare dell'Azienda Ospedale Università di Padova - quelle pareti malate non sono più in grado di resistere a questa pressione e quindi cominciano un processo di dilatazione. Quando raggiunge un certo limite si definisce aneurisma, e quando supera un certo limite critico va incontro alla rottura. Se poi l’aneurisma aortico addominale si rompe il paziente, nella maggior parte dei casi, muore.”

Ho raggiunto il Prof. Grego lo scorso venerdì a Prato della Valle, nota piazza di Padova, a bordo dell’unità mobile che Medtronic ha messo a disposizione dell’Azienda Ospedale Università Padova grazie all’iniziativa #HERE FOR YOU, per promuovere la prevenzione dell’aneurisma aortico addominale.

“Il nostro obiettivo è fare una diagnosi precoce, seguire nel tempo il paziente e sottoporlo a intervento correttivo al momento giusto, prima che sia troppo tardi. Intervenire al momento giusto vuol dire salvare una vita: in Italia muoiono per rottura di aneurisma 6000 pazienti l’anno. Sono pazienti affetti da aterosclerosi, legate soprattutto a stile di vita e abitudini scorrette: fumo, cibo spazzatura, sedentarietà.”

Ad aumentare il rischio di patologia sono soprattutto le malattie cosiddette “del benessere”: diabete, ipercolesterolemia e ipertensione.

“Ridurre i fattori di rischio è la prima cosa da fare – prosegue l’esperto -  anche se purtroppo non è sufficiente. A partire dai 55 anni per gli uomini, dai 60 per le donne una visita specialistica di chirurgia vascolare sarebbe una buona regola. Lo specialista potrà dunque valutare la necessità di un’ecografia dell’aorta, dell’ecodoppler alle carotidi, di un ecocardio…per andare a cercare traccia di patologie in quel momento asintomatiche, ma che se non individuate precocemente potrebbero in seguito causare l’aneurisma, e la sua rottura.”

 Nel caso di esito positivo sarà necessario avviare un follow up osservazionale: un monitoraggio periodico, con gli eventuali esami necessari. Si tratta di una patologia cronica a tutti gli effetti, che va tenuta sotto controllo come tale. Perché quando l’aorta si rompe, nella maggior parte dei casi non c’è nemmeno il tempo per arrivare in ospedale. Ma quando è necessario dunque intervenire, e come?

Solo lo specialista vascolare è in grado di decidere quando sia necessario intervenire, intervenendo in modalità mininvasiva tutte le volte in cui ciò risulti possibile. Oggi infatti è possibile utilizzare dispositivi medici che hanno rivoluzionato il trattamento di questa patologia: nessuna incisione, ricovero di 24, massimo 48 ore e ripresa della vita normale. Non tutti i pazienti sono eleggibili alla metodica endovascolare, ma anche con la metodica chirurgica classica se si interviene al momento giusto la ripresa è piuttosto rapida.”

Quanti interventi si eseguono quindi mediamente su questo tipo di aneurismi?

“In Veneto abbiamo raccolto i dati dal 2003 ad oggi: ogni anno vengono operati per aneurisma dell’aorta addominale circa 650 pazienti. Di questi circa 560 in elezione (cioè con intervento programmato), 90 in seguito a rottura dell’aorta. In questi 20 anni il numero di pazienti non è cambiato, ma è cambiato il numero di pazienti operati in elezione. Il numero di interventi fatti per rottura aortica è oggi notevolmente diminuito: questo testimonia una maggiore sensibilità dei medici di medicina generale e degli stessi pazienti.”
Padova è il centro di riferimento vascolare del veneto ed è anche uno dei più grandi reparti di chirurgia vascolare in Italia.

Here for You è un’iniziativa europea, partita lo scorso 19 aprile dall’Olanda, fermandosi in Belgio, UK, Spagna, Portogallo e arrivata il 21 giugno in Italia dove è rimasta fino al 1° luglio percorrendo 9 tappe in 6 città: Roma, Napoli, Padova, Bologna, Bari e Milano – . Proseguirà poi in Svizzera e Germania.

L’Unità Mobile di Medtronic è stata messa a disposizione dei cittadini che hanno ricevuto materiale informativo su questa patologia per informarsi sui fattori di rischio, su come prevenirla e sull’importanza dello screening. 

“Un’iniziativa europea dalla duplice finalità – ci ha spiegato Nicolantonio Rutigliano, Senior Business Manager Aortic di Medtronic Italia - Da un lato quella di supportare la comunità scientifica e gli specializzandi con un’attività di formazione sul trattamento di questa patologia e sull’importanza dell’innovazione tecnologica a beneficio dell’esito clinico. Dall’altro, quella di sensibilizzare l’opinione pubblica e i pazienti sull’importanza della diagnosi precoce per contrastare una patologia silente, come l’aneurisma aortico addominale, che si associa a un elevato rischio di mortalità, a conferma della nostra missione di alleviare il dolore, ridare la salute e prolungare la vita dei nostri pazienti”.

 

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