Diabete

Il dato emerge dal rapporto “A New Era in Diabetes Care”, elaborato dallo European Steering Committee

Nei giorni scorsi è stato presentato il report “A New Era in Diabetes Care”, dello European Steering Committee, redatto allo scopo di discutere le principali sfide e opportunità per migliorare la cura del diabete mellito di tipo 2 e le sue complicanze renali e cardiovascolari, ma anche per evidenzia le possibili iniziative da attuare da parte dei 53 milioni di europei che vivono con questa patologia e che si sono scontrati con le sfide provocate dal COVID-19. Questo rapporto, finanziato da Mundipharma International Limited, rappresenta un'iniziativa informativa non promozionale che riunisce un comitato direttivo multidisciplinare europeo di 8 esperti in diabete, nefrologia e cure primarie.

Il documento esplora cinque aree principali nell'ambito della gestione di diabete mellito di tipo 2 (T2DM), malattie renali croniche (CKD) e malattie cardiovascolari (CVD): formazione del personale sanitario e dei pazienti sulle CKD e sui relativi segni; testing e interpretazione efficace dei marker (indicatori clinici) di CKD; maggiore comprensione del modello di gestione clinica tra gli operatori sanitari; utilizzo di processi decisionali condivisi per creare un piano di assistenza adeguato per le persone con T2DM; monitoraggio e revisione regolari degli indicatori chiave di prestazione e dei risultati del trattamento.

Le complicanze del diabete di tipo 2, come le malattie renali croniche e le malattie cardiovascolari, rappresentano un enorme onere per i pazienti e i sistemi sanitari e, con la crescente prevalenza della malattia, la situazione dovrebbe peggiorare”, ha commentato il professor David Wheeler, presidente di “A New Era in Diabetes Care Steering Committee” e professore di Nefrologia alla University College di Londra, nefrologo consulente onorario presso il Royal Free NHS Foundation Trust, University College di Londra, nel Regno Unito. “Queste due complicanze sono direttamente collegate, e quindi trattando e rallentando la progressione della malattia renale cronica, i medici possono anche ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, che costituiscono la principale causa di morte in questi pazienti. Il Rapporto evidenzia quanto sia importante per i medici eseguire uno screening precoce per la malattia renale cronica, trattarla in modo appropriato e rivedere regolarmente i risultati del trattamento nei pazienti, al fine di prevenire lo sviluppo di gravi complicanze”.

Il comitato direttivo ha anche discusso della gestione del T2DM e delle sue complicanze ai tempi del COVID-19, e ha convenuto che lo screening annuale per malattie renali croniche dovrebbe continuare a svolgersi proteggendo anche le persone con diabete, seguendo le linee guida pertinenti e utilizzando la telemedicina ove appropriato. Circa 53 milioni di persone in Europa vivono attualmente con il diabete, dato che dovrebbe salire a 67 milioni entro il 2045. Se non curati, i pazienti corrono un rischio maggiore di sviluppare gravi complicanze di salute, come le malattie renali e le malattie cardiovascolari, che sono le due più comuni cause di morte per i pazienti con T2DM. Si stima che fino al 40% delle persone con T2DM svilupperà malattie renali croniche e quasi un terzo svilupperà patologie cardiovascolari.

Nell'ambito dell'iniziativa “A New Era in Diabetes Care”, Mundipharma ha condotto un sondaggio su 9.143 adulti in otto Paesi in Europa, che ha rilevato diverse lacune nella consapevolezza del T2DM e delle sue complicanze sistemiche come CKD e CVD. Quasi la metà degli intervistati (42%, n = 3.840) non era a conoscenza dell'esistenza di due tipi principali di diabete (tipo 1 e tipo 2) e quasi tutti (94%, n = 8.594) non erano a conoscenza del fatto che 9 persone con diabete su 10 soffrono di malattia di tipo 2. Quando è stato chiesto quali fossero le complicanze più gravi del diabete di tipo 2, solo un terzo (32%, n = 2.926) degli intervistati ha scelto le malattie renali croniche, e meno della metà (46%, n = 4.206) ha scelto quelle vascolari. I partecipanti non erano inoltre sicuri dei sintomi della malattia renale cronica: solo il 7% (n = 640) è consapevole che nelle prime fasi della patologia non ci sono sintomi, aspetto che rende vitale condurre uno screening diagnostico di routine.

Per quanto riguarda il trattamento della malattia renale, quasi la metà degli intervistati (43%, n = 3.931) non era a conoscenza del fatto che, sebbene incurabile, il peggioramento della condizione può essere controllato mediante un trattamento adeguato e gestendo la pressione sanguigna e i livelli di zucchero nel sangue. Anche l'impatto della CKD è stato sottovalutato, con solo il 29% (n = 2.651) delle persone che pensa che possa avere un impatto maggiore sulla salute mentale e meno della metà che (47%, n = 4.297) ritiene che abbia un impatto importante sulla qualità della vita.

“I risultati del Report, insieme ai recenti risultati del sondaggio, sottolineano che, sia in ambito sanitario sia nella popolazione, i reni non sono in cima all'agenda quando si tratta di diabete mellito di tipo 2”, ha commentato il Dr. Vinicius Gomes de Lima, European Medical Affairs Lead, Mundibiopharma Limited. “Il rapporto, in particolare, mira a fornire agli operatori sanitari un piano di assistenza strutturato per la prevenzione, il monitoraggio e il trattamento della malattia renale cronica nel diabete di tipo 2 incentrato sul paziente”.

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