Fortunato Nicoletti

La delibera della Giunta Regionale penalizzerà ulteriormente le famiglie? Nicoletti, vicepresidente associazione Nessuno è Escluso: “Il sistema non funzionava prima e non funziona ora. Le tariffe non sono competitive, manca il personale” 

Il voucher sociosanitario è una provvidenza economica, attualmente prevista dalla Regione Lombardia per le persone che hanno diritto all’ADI, l’Assistenza Domiciliare Integrata, quindi persone con disabilità grave e in condizione di non autosufficienza. Si tratta di un titolo spendibile presso organizzazioni accreditate per acquistare prestazioni domiciliari infermieristico-assistenziali, riabilitative e medico specialistiche. Un sistema che consente la partecipazione di enti erogatori pubblici e privati, accreditati dalla Regione, permettendo ai pazienti e alle famiglie di scegliere il fornitore delle prestazioni socio-sanitarie integrate di cui ha bisogno. Pensato per migliorare l’assistenza, nemmeno questo sistema riesce però a garantire alle famiglie lombarde quanto necessario, specie dopo la recente delibera della Giunta regionale, che ha ristretto ulteriormente la platea degli enti accreditabili per l’erogazione dei servizi. Almeno secondo quanto riferisce Fortunato Nicoletti, vicepresidente della OdV Nessuno è Escluso: “Il sistema non funzionava prima e non funziona nemmeno ora. Anzi, la mia paura è che ora sarà ancora più difficile poter accedere a determinati servizi che per le famiglie sono fondamentali”.

LA DELIBERA

Dopo la seduta del 21 febbraio 2022, la Giunta della Regione Lombardia ha deliberato la sistematizzazione del voucher sociosanitario della Misura B1 il programma operativo regionale specificamente rivolto a persone con gravissima disabilità e in condizione di non autosufficienza. 

Secondo i dati presentati nella delibera di Giunta regionale, lavoro per la ridefinizione dei voucher sociosanitari della Misura B1 è stato portato avanti secondo questi elementi cardine:
- il superamento del parametro economico quale criterio di accesso al fine di un allineamento ai LEA;  
- la declinazione delle tipologie di prestazioni/interventi ammissibili;
- l’individuazione dei profili professionali coinvolti;
- l’individuazione del perimetro degli enti gestori abilitati alla relativa erogazione.

La delibera introduce inoltre una nuova misura, il Voucher sociosanitario Autismo per persone in condizioni di disabilità gravissima. Questo nuovo voucher sarà attivo, in via “sperimentale” a partire dal 1° maggio 2022, garantendo la continuità dei progetti già in essere e prevedendo una fase di transizione verso il nuovo sistema. 

Entrambi i voucher dovranno rispondere ai nuovi standard, in vigore dal 1° maggio 2022, secondo i quali potranno richiedere l’accreditamento solamente quegli enti che svolgono servizi sanitari e sociosanitari, escludendo dunque le organizzazioni sociali che fino ad ora hanno rappresentato il 17,4% dei servizi erogati. Tradotto: si restringe il numero degli enti accreditati e diminuisce la copertura dei servizi. Con un’aggravante: decine di famiglie non potranno ora più rinnovare l’erogazione di servizi con da parte di organizzazioni che le hanno fornite per anni.

L’ESCLUSIONE DELLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI: UN PROBLEMA DI PROSPETTIVA

La questione su cui la OdV Nessuno è Escluso e molte altre associazioni hanno battuto chiodo ha portato, tramite la consigliera Elisabetta Strada, a una mozione ammessa con urgenza. L’obiettivo era interrogarsi sul reale apporto di questi interventi sul sistema. Sorprendentemente, la mozione è stata accolta davvero rapidamente, segno che il problema c’è e non può passare sotto silenzio. 

“Quello che abbiamo cercato di fare è gettare luce su un problema di prospettiva: se vengono stanziati 13 milioni di euro per il progetto, ma ne vengono utilizzati solamente il 28%, è perché i servizi erogati non sono sufficienti”, sostiene Nicoletti. “Lo ripetiamo da diversi anni ormai, e togliere la possibilità agli enti sociali di accreditarsi renderà il sistema ancora più spoglio e farraginoso.”

Sembra essere la mancanza di operatori la vera natura del problema, perché le tariffe che la Regione rimborsa agli enti non sono competitive, addirittura fuori mercato. Questo influisce negativamente sulla capacità attrattiva che il sistema può avere per i professionisti.

“Non è questa la strada da percorrere”, conclude Fortunato Nicoletti. “L’efficientamento del sistema passa dalla giusta e puntuale erogazione dei servizi, cosa che non accade quasi mai, oltre alla possibilità di utilizzare tutti i fondi in maniera corretta”.

Per ulteriori informazioni sui servizi erogati alle persone con disabilità in Lombardia è possibile consultare la sezione dedicata del sito regionale.

Leggi anche: “Malattie rare, il 6° Quaderno di OSSFOR è sui servizi di Assistenza Domiciliare Integrata”.

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