Normativa sulle barriere architettoniche

Falabella (FISH): “Chiediamo di prorogare il periodo degli incentivi per l’abbattimento delle barriere architettoniche per il pieno inserimento sociale delle persone con disabilità”

La FISH – Federazione Italiana per il Superamento Handicap ha espresso, nelle scorse settimane, forti preoccupazioni sul Decreto-Legge 29 marzo 2024 n. 39, recante misure urgenti in materia di agevolazioni fiscali ed anche in materia di abbattimento di barriere architettoniche, che decreta uno stop allo sconto in fattura del 75% delle spese previste dai bonus edilizi per le persone con disabilità. La Federazione ha seguito la vicenda e avviato da subito una fitta interlocuzione con il Governo e con diversi parlamentari per la presentazione di un emendamento all’Atto Senato 1092, che quantomeno rinvii tale stop al 31 dicembre 2024.

COSA PREVEDE IL DECRETO 39/2024

Il testo modifica le norme contenute nel decreto 16 febbraio 2023, n. 11, che aveva previsto che non fosse più consentito esercitare le opzioni per tutti gli interventi edilizi (escluso il bonus barriere del 75%) per i quali non fosse stata presentato il titolo abilitativo (ove necessario), avviati i lavori in caso di edilizia libera, oppure firmato un preventivo entro il 16 febbraio 2023. Con le nuove disposizioni chi ha rispettato la burocrazia ma non ha mai avviato i lavori, oppure li ha avviati ma non ha pagato neppure una fattura, non potrà più usufruire di sconto o cessione.

Queste stesse disposizioni riguardano anche il Bonus Barriere Architettoniche 75% per il quale il Governo, già nel gennaio di quest’anno, aveva deciso di tornare alle origini e lasciare la detrazione del 75% solo per scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici.

LE PREOCCUPAZIONI DI FISH

Esaminato l’Atto Senato 1092 – si legge nel testo della Memoria presentata – la FISH-ETS, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, richiamando i principi della Convenzione Onu sui diritti delle Persone con disabilità, recepita con la Legge 18 del 2009, esprime forti preoccupazioni circa la mancanza di previsioni economiche che limiterebbero di gran lunga l’esigibilità dei diritti da parte delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Le complessità economiche e sociali che attualmente segnano il nostro Paese – prosegue il testo della Memoria – impongono una sollecitazione collettiva, attiva e capace di fronteggiare le plurime emergenze sociali ed economiche del Paese nell’ottica di una crescita diffusa e inclusiva così da permettere di garantire e realizzare il pieno sviluppo sociale ed economico dal centro alle periferie. Per questo diventa quanto mai cruciale che […] siano formalizzate specifiche misure volte al rafforzamento delle politiche legate alla garanzia e piena esigibilità dei diritti umani, civili e sociali, delle pari opportunità, armoniche rispetto ad una nuova visione e al rilancio di una nuova stagione del nostro sistema di welfare. Occorre quindi superare i divari e disuguaglianze attraverso politiche perequative, arginare sempre più il crescente impoverimento di individui e famiglie. Nel nostro Paese le famiglie che hanno un componente con disabilità sono oltre 3 milioni, ovvero poco più del 12% delle famiglie presenti. Un quinto di queste famiglie, secondo i dati del Rapporto ISTAT 2022, risultano deprivati, molti sono emarginati, alcuni segregati anche in considerazione delle sempre maggiori presenze di barriere architettoniche e sensopercettive, anche in edifici privati, che ne limitano di fatto il pieno diritto di cittadinanza.

Per questo – prosegue FISH – crediamo che l’eliminazione degli incentivi quali: cessioni dei crediti o lo sconto in fattura del 75%, […] per quegli interventi finalizzati ad eliminare le barriere architettoniche in edifici privati, alimenterà ancor di più quel divario economico e sociale tra chi vive con una condizione di disabilità e chi no, sottraendo una grande possibilità di riduzione dei costi immediati alle famiglie e le persone con disabilità che le altre agevolazioni, oggi presenti, non permettono.

LA PROPOSTA EMENDATIVA

Alla luce dell’analisi fatta, la federazione ha ritenuto opportuno e doveroso presentare in VI Commissione Senato una propria proposta emendativa, auspicando che le misure proposte nella memoria siano attentamente valutate per garantire una reale inclusione ed equità per le persone con disabilità, tenendo conto delle loro specifiche esigenze e delle sfide che devono affrontare nella vita quotidiana.

La proposta di modifica presentata è la seguente:
All’articolo 1 sostituire il comma 4 con il seguente: “4. Le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 1-bis, secondo periodo, del citato decreto-legge n. 11 del 2023, si applicano in relazione alle spese sostenute fino alla data del 31 dicembre 2024; le stesse disposizioni continuano ad applicarsi alle spese sostenute successivamente a tale data soltanto in relazione agli interventi per i quali in data antecedente al 31 dicembre 2024: a) risulti presentata la richiesta del titolo abilitativo, ove necessario; b) siano già iniziati i lavori oppure, nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati, sia già stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo, se per gli interventi non è prevista la presentazione di un titolo abilitativo.

La Federazione conferma il proprio impegno a collaborare attivamente con le istituzioni per assicurare che le disposizioni legislative siano efficaci e rispondano alle reali necessità delle persone con disabilità.

“Questi elementi – ha commentato il presidente di FISH, Vincenzo Falabella – ci spingono a dover insistere e a richiedere, soprattutto in questo periodo storico di forte crisi economica che impatta soprattutto sui più fragili, tra cui le persone con disabilità, di prorogare il periodo degli incentivi per l’abbattimento delle barriere architettoniche per il pieno inserimento sociale delle persone con disabilità”.

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