Le coppie fertili portatrici di malattie genetiche – molte di queste rare – rivolgono un appello ai giudici della Corte costituzionale. I ricorrenti contro la legge 40, soci dell'associazione “Luca Coscioni”, si sono rivolti direttamente ai magistrati della Consulta, chiamata a decidere sull'eventuale incostituzionalità del testo che regolamenta la fecondazione medicalmente assistita. Le coppie desiderose di mettere al mondo un figlio sono state molto chiare: “Ormai è più di un mese che stiamo aspettando questa decisione. Siamo sicuramente fiduciosi nel lavoro dei giudici della corte costituzionale ma allo stesso tempo abbiamo paura che logiche a noi lontane possano determinare ancora dei ritardi o addirittura una sentenza a noi sfavorevole. Noi vogliamo rivolgere un appello ai giudici: quello che noi desideriamo è solo una gravidanza serena, che non finisca con un aborto o con figlio con bassissime possibilità di sopravvivenza. Cerchiamo solo di crearci una famiglia in un Paese che viene sempre dipinto negativamente per la bassa natalità. Sono a noi lontani concetti come selezione, eugenetica, soppressione di embrioni. Siamo persone a cui la natura ha imposto la trasmissibilità di una malattia che per amore non vogliamo trasmettere ai nostri figli. Non vogliamo sentirci esclusi dal nostro Paese ed essere costretti ad andare all'estero per avere un figlio”

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