Nel decreto dell’8 maggio non si menzionano esperienze virtuose che potrebbero far risparmiare centinaia di milioni di euro al Servizio Sanitario Nazionale

E’ di qualche giorno fa un’interrogazione parlamentare al Ministro Grillo presentata dall’On. Beatrice Lorenzin, ex Ministro della Salute e promotrice della Legge n°3/2018 "Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”. L’interrogazione riguarda due recenti pareri approvati da Camera e Senato in merito allo schema di decreto legislativo “Principi e linee guida dettagliate per la buona pratica clinica relativa ai medicinali in fase di sperimentazione a uso umano, nonché requisiti per l'autorizzazione alla fabbricazione o importazione di tali medicinali”, n. 72, attuativo della delega stabilita proprio dalla ‘Legge Lorenzin’.

Secondo l’ex Ministro, “il nostro Paese è secondo in Europa, dopo la Spagna, per numero di pazienti arruolati all'interno delle ricerche cliniche, tuttavia i dati sono in calo, complice la percezione diffusa che la ricerca sia una spesa piuttosto che un investimento. Per la prima volta è stato definito un modello strutturato e univoco per la misurazione del valore economico delle sperimentazioni cliniche, validato e impiegato in due strutture, la Fondazione Policlinico A. Gemelli (Roma) e l'ASST Papa Giovanni XXIII (Bergamo), nell'area terapeutica dell'onco-ematologia, nel quinquennio 2011-2016. Il gruppo di lavoro, coordinato dal professor Cicchetti dell'Università Cattolica, con la collaborazione delle sopracitate strutture, nonché di Roche, ha rielaborato un modello per misurare l'impatto economico delle sperimentazioni cliniche (ValOR), adattandolo alla prospettiva dell'azienda sanitaria. Stando ai risultati dello studio di FIASO [Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, N.d.R.], ogni 1.000 euro investiti dall'azienda farmaceutica per la conduzione degli studi clinici presso gli ospedali in questione, questi ultimi ne hanno risparmiati 2.200 per costi non sostenuti”.

Se consideriamo tutte le sperimentazioni cliniche registrate dal rapporto Osmed 2015, per le 86 Aziende Ospedaliere/Ospedaliero-Universitarie e i 48 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, tra pubblici e privati, il risparmio, solo in ambito onco-ematologico, sarebbe stato tra i 320 e i 360 milioni di euro per il 2015. Eppure, spiega l’On. Lorenzin, entrambi i pareri recepiti nel decreto legislativo approvato l'8 maggio 2019 dal Consiglio dei Ministri, non esprimono osservazioni sull'importanza di garantire misure che implementino la conduzione di sperimentazioni cliniche. “Chiedo dunque al Ministro della Salute - dichiara Lorenzin - quali iniziative intenda assumere per verificare l'opportunità di replicare il modello proposto su scala nazionale, al fine di diffondere la consapevolezza del valore economico che le sperimentazioni cliniche possono generare o, in caso contrario, se vi sia l'intenzione di mettere in atto iniziative volte a favorirne la conduzione”.

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