Bambini e covid

Due studi hanno rilevato l’impatto sulla popolazione pediatrica dei cambiamenti nelle abitudini quotidiane durante l’emergenza sanitaria. Il fattore chiave è il contesto familiare

Routine stravolte, meno relazioni sociali e più tempo davanti agli schermi: la pandemia e i lockdown hanno cambiato profondamente la quotidianità dei bambini. Un evento di portata globale che non ha lasciato segni solo sulla salute fisica e psicologica, ma che potrebbe aver inciso anche su un aspetto cruciale, e spesso meno visibile, dello sviluppo infantile: le funzioni esecutive. A suggerirlo sono due studi pubblicati sulla rivista Child Development, che analizzano come le nuove abitudini durante l’emergenza sanitaria abbiano influenzato la traiettoria di crescita cognitiva nei bambini.

Le funzioni esecutive comprendono memoria di lavoro, flessibilità mentale e autocontrollo: un insieme di processi interconnessi che supportano l'attenzione e il comportamento orientato agli obiettivi. Queste competenze si sviluppano rapidamente durante l'infanzia e favoriscono il successo scolastico e il benessere futuro. Per misurarle, i ricercatori hanno utilizzato in entrambe le indagini la Minnesota Executive Function Scale (MEFS), un test basato su tablet.

Il primo studio, condotto dalla University of East Anglia e da altri atenei britannici, ha seguito un piccolo campione di 139 bambini dalla prima infanzia fino all’età scolare (2,5 – 6,5 anni). Un approccio longitudinale ha permesso non solo di fotografare le competenze nei diversi momenti della crescita, ma anche di osservare come queste evolvano nel tempo. Le valutazioni sono state effettuate a più riprese, inclusa una fase coincidente con la pandemia, durante la quale molte misurazioni sono state condotte da remoto a causa delle restrizioni sanitarie. Il test digitale standardizzato ha integrato l’accuratezza delle risposte con i tempi di esecuzione, offrendo una misura complessiva delle funzioni esecutive.

I dati mostrano come queste seguano un naturale percorso di crescita nel tempo, pur con differenze individuali anche marcate. Il contesto familiare emerge come elemento determinante: i bambini le cui madri hanno un livello di istruzione più elevato ottengono infatti punteggi superiori e mostrano traiettorie di sviluppo più favorevoli. Allo stesso tempo, la pandemia ha modificato le routine quotidiane, aumentando il tempo trascorso davanti agli schermi e riducendo le occasioni di interazione sociale. In questo contesto, esperienze come il gioco libero, la lettura condivisa e il tempo all’aria aperta hanno contribuito concretamente a modulare le competenze esecutive.

Questi risultati rafforzano l’idea che le funzioni esecutive non dipendano esclusivamente da basi biologiche, ma siano plasmate dal contesto ambientale e sociale. La pandemia può quindi essere letta come un vero e proprio “esperimento naturale”, che ha reso ancora più evidente quanto il ruolo della famiglia e delle opportunità educative sia cruciale per sostenere lo sviluppo sei bambini.

Dallo studio emerge inoltre con chiarezza il ruolo centrale dei genitori nel promuovere lo sviluppo cognitivo: anche in condizioni difficili, attività quotidiane semplici come leggere insieme, conversare o proporre giochi che stimolino attenzione, memoria e pianificazione, possono rafforzare le funzioni esecutive. Al contrario, un'eccessiva esposizione passiva ai dispositivi digitali, soprattutto se non accompagnata da interazioni significative, sembra associata a esiti meno favorevoli. Appare quindi sempre più evidente la necessità di supportare le famiglie, promuovere interventi precoci e sviluppare programmi di stimolazione cognitiva accessibili anche a distanza, così da poter essere attivati anche in situazioni di emergenza o limitazione sociale.

Alle stesse conclusioni giunge il secondo studio, condotto dagli scienziati dell'Università di Harvard e dell'Università della California a Berkeley. Il team ha analizzato un campione molto più ampio: oltre 3.100 bambini statunitensi, di età compresa fra 3 e 11 anni, appartenenti a diverse etnie. Anche in questo caso i ricercatori hanno valutato gli effetti della pandemia nello sviluppo delle funzioni esecutive. I dati hanno rivelato che il tasso medio di sviluppo è stato inferiore ai livelli dei periodi precedenti, e il divario si è confermato in tutti i sottogruppi economici considerati.

Secondo gli autori, queste evidenze potrebbero spiegare alcune difficoltà scolastiche e comportamentali osservate nei bambini dall'inizio della pandemia. “Abbiamo bisogno di maggiori sforzi per rafforzare le capacità di funzione esecutiva dei bambini e di strategie più sistemiche per migliorare gli ambienti che le supportano”, affermano.

“I nostri risultati evidenziano il potere delle influenze ambientali e l'importanza di prestare attenzione alle funzioni esecutive come aspetto chiave dello sviluppo infantile. Nei prossimi step, speriamo di continuare a esplorare i meccanismi alla base di queste dinamiche. Per supportare al meglio i bambini – concludono gli studiosi – sarà necessario approfondire ulteriormente la relazione tra le funzioni esecutive e le sfide post-pandemiche relative al comportamento, al rendimento scolastico e ad altri aspetti della quotidianità”.

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