Francesco Panarella e la malattia di Kienbock

L’attore, ora in convalescenza, è stato operato con successo

Il morbo di Kienbock è una patologia rara che colpisce la struttura scheletrica della mano. Si tratta di una patologia progressiva che coinvolge le articolazioni carpali della mano, fino a degenerare nell’artrosi del polso. È sostanzialmente causata dall’assenza di vascolarizzazione a carico del semilunare, l’osso del polso localizzato al centro della prima filiera del carpo, che può degenerare fino alla morte dell’osso (osteonecrosi).

I sintomi della sindrome di Kienböck generalmente iniziano con l’insorgenza graduale di dolore al polso, nell’area dell’osso semilunare, situata nella parte media del polso in corrispondenza della base. Infine compare edema (gonfiore) al dorso del polso, che può diventare rigido, causando un’invalidità importante. Nel 10% delle persone, il disturbo si manifesta in entrambe le mani.

Fortunatamente oggi è possibile intervenire precocemente su questa patologia, con un approccio chirurgico e vascolare (che deve essere valutato in base allo stadio della patologia) che permette di fermare la necrosi prima che questa progredisca. È fondamentale però rivolgersi, in caso di sospetta patologia, a uno specialista in chirurgia della mano.

“È cominciato tutto da un dolore che pensavo fosse tendinite ma che col tempo, anziché migliorare, ha cominciato a peggiorare“, così Francesco Panarella, l’attore tra i volti di maggior spicco di Mare Fuori che, ad un’intervista concessa a Vanity Fair, ha raccontato di come ha scoperto di avere una rara malattia. “Sono andato avanti così per un anno e mezzo, ho visto tantissimi medici e sembrava che nessuno capisse cosa fosse, fino a quando qualcuno non è riuscito a vederci chiaro”, ha detto Panarella, interprete di “Cucciolo” Luigi Di Leo.

“Fortunatamente sono riuscito a trovare il chirurgo giusto in grado di tranquillizzarmi”, ha dichiarato l’attore, che al momento è in convalescenza.

La malattia, che prende il nome dal radiologo Robert Kienbock, che per la prima volta la descrisse in letteratura nel 1910, è ad oggi considerata idiopatica, cioè a causa non nota. Si tratta di una patologia che colpisce il giovane adulto, con massima incidenza tra i 20 e 35 anni.

La diagnosi di malattia di Kienbock si basa sulla valutazione anamnestica del paziente, sulla visita medica e su accertamenti come radiografia in diverse proiezioni, ecografia, TC e scintigrafia ossea.

 

 

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