Paolo Gasparini

In virtù del suo nuovo incarico, si occuperà di valutare sicurezza ed efficacia dei medicinali in approvazione o in uso nei Paesi UE

Importante riconoscimento europeo per il prof. Paolo Gasparini, Presidente della Società Italiana di Genetica Umana (SIGU), docente di Genetica all’Università di Trieste e direttore sia del Dipartimento dei Servizi di Diagnostica Avanzata che della Genetica Medica dell’IRCCS Materno Infantile “Burlo Garofolo” di Trieste. A queste cariche si aggiunge ora il prestigioso incarico europeo appena ricevuto: Gasparini è stato nominato rappresentante per l’Italia del CHMP, il Comitato per i Medicinali per Uso Umano dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), e prenderà quindi il posto del suo predecessore, Armando Genazzani.

Paolo Gasparini non è nuovo in ambito EMA: già l’anno scorso era stato nominato “Rappresentante dei Clinici” al Comitato per le terapie Avanzate (CAT). Da oggi, in virtù del suo nuovo incarico all’interno del CHMP, il prof. Gasparini, insieme agli altri esperti del Comitato, avrà il compito di valutare e monitorare la qualità, la sicurezza e l’efficacia dei farmaci che sono in via di approvazione o già autorizzati per l’impiego nei Paesi dell’Unione Europea.

Gasparini è nato a Padova nel 1960 e si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Torino. Successivamente, si è specializzato in Ematologia generale e Genetica medica all’Università di Verona. Ha iniziato la sua attività di medico presso la Clinica Medica dell’Università di Torino e poi all’Università di Verona. In seguito, ha lavorato presso il servizio di Genetica medica dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG). Successivamente, si è trasferito a Napoli come professore associato di Genetica medica presso l’Università Federico II, collaborando anche con l’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem). La sua attività di ricerca è incentrata sullo studio delle basi genetiche della sordità ereditaria.

Il prof. Paolo Gasparini è membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Malattie Rare (OMaR) e ha partecipato al progetto “retreAT” di Osservatorio Terapie Avanzate (OTA), prendendo parte, in qualità di esperto, al tavolo di lavoro dedicato al rilevante tema della sostenibilità e dell'accesso delle terapie avanzate.

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