Congresso nazionale SIFO

Previsti focus sulle malattie rare e sul fondamentale apporto delle associazioni di pazienti

La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera-SIFO è pronta a ritrovarsi a Genova per celebrare il quarantaseiesimo Congresso nazionale. L'evento è in programma dal 6 al 9 novembre. I professionisti attivi negli ospedali, nelle sedi territoriali delle ASL e negli uffici regionali incaricati di declinare la governance farmaceutica e dei dispositivi medici si candidano per essere protagonisti del cambiamento, come recita il titolo del congresso. Un’assise che esplorerà le sinergie tra competenze e proverà a consegnare delle soluzioni capaci di esaltare le potenzialità del Servizio Sanitario Nazionale.

Come ogni anno ci sarà spazio anche per degli approfondimenti sulle malattie rare, sui pazienti e sui loro caregiver. Nel pomeriggio del 7 novembre è previsto il simposio “Malattie rare: Innovazione sostenibile e sinergie professionali nell’era dell’intelligenza artificiale”. Appuntamento dove sarà esaminata anche la prospettiva del paziente raro tra diritti, accesso e sostenibilità dell’innovazione e dove si confronteranno diversi farmacisti incaricati di gestire l’accesso alle terapie in vari scenari regionali. Una sessione in programma per il primo pomeriggio di sabato 8 novembre andrà invece ad esaminare alcune tematiche legate alla gestione di patologie rare neurologiche: previsti gli interventi di Angela Pasquariello, direttrice della farmacia ospedaliera dell’Istituto Besta di Milano, e di Mattia Altini, direttore generale dell’AUSL di Modena.

Barbara Rebesco, presidente del Congresso nazionale SIFO e storica dirigente del Servizio farmaceutico della Regione Liguria, ha riassunto le direttrici che l’evento andrà a percorrere: “Vogliamo metterci in gioco e vogliamo essere protagonisti del cambiamento: non possiamo essere spettatori ma protagonisti. Le complessità con cui ci confrontiamo richiede l’interazione con altri professionisti attivi nel mondo sanitario. Dobbiamo aprirci quindi a nuove matrici organizzative. Un cambio necessario anche per gestire al meglio farmaci che sono sempre più costosi. Solo l’approccio multidisciplinare potrà permetterci di guardare avanti con fiducia”. La dottoressa ha ricordato anche l’imprescindibile apporto garantito dalle associazioni dei pazienti. 

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