Coronavirus

Indecisioni sulle riaperture, scontri politici, discussioni sul piano di vaccinazione e tanti altri elementi in gioco complicano la situazione: le proposte dell’Italian Renaissance Team contro COVID-19

Lo scorso 20 febbraio ci ha ricordato che giusto un anno fa, in Italia, si registrava il primo contagio da COVID-19 e 24 ore più tardi il primo degli oltre 96mila decessi (il dato è aggiornato al 24 febbraio). In un anno la nostra vita è stata letteralmente rivoluzionata e oggi, nel nostro Paese più che altrove, regna una certa confusione: il Governo è stato rovesciato e dalla crisi è emersa la nuova figura di Mario Draghi, a cui l’Italian Renaissance Team contro il COVID-19 ha rivolto immediatamente un appello per il mantenimento di molte misure restrittive, così da limitare la circolazione delle nuove varianti del virus SARS-CoV-2

Infatti, in un documento inviato all’attenzione del nuovo Presidente del Consiglio Draghi e del confermato Ministro della Salute Roberto Speranza, il gruppo di esperti e rappresentanti del mondo dell’industria e delle istituzioni, spontaneamente costituitosi intorno alla figura del prof. Carlo Centemeri, farmacologo dell’Università Statale di Milano, ha espresso preoccupazione per l’attuale situazione, soprattutto in riferimento alla circolazione delle nuove varianti di SARS-CoV-2.

IL PROBLEMA

Al termine di una stagione invernale in cui l’Italia si è accesa di colori come una decorazione natalizia impazzita, passando dal giallo all’arancione al rosso, complice anche l’arrivo dei vaccini ci si aspettava un decremento dei casi. Invece, la curva dei nuovi contagi si sta mantenendo più o meno stabile, come pure quella dei decessi, con circa 300 nuovi morti ogni giorno. Nonostante ciò, in televisione e sui giornali si assiste a uno scontro di posizione tra chi propende per le riaperture e chi, invece, guardando ai Paesi vicini, teme le ricadute provocate dalle varianti virali inglese, brasiliana e sudafricana. L’Italian Renaissance Team contro il COVID-19 è nato allo scopo di fare fronte comune contro la disinformazione e riunisce rappresentanti del settore regolatorio, come l’ex direttore esecutivo dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), Guido Rasi, e l’attuale responsabile della task force vaccini dell’EMA, Marco Cavaleri, ma anche scienziati come il prof. Giuseppe Novelli, il dott. Stefano Vella, il prof. Francesco Broccolo e il dott. Matteo Bassetti, oltre a epidemiologi come il prof. Massimo Ciccozzi. Un nutrito gruppo di esponenti dei principali settori interessati da questa emergenza sanitaria coalizzati contro il virus e attenti alle nuove informazioni riportate in uno studio appena condotto dagli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, del Ministero della Salute e della Fondazione Bruno Kessler in 16 regioni e province autonome. L’indagine “rivela inequivocabilmente la presenza delle varianti di SARS-CoV-2 nell’88% delle regioni esaminate, con percentuali fino al circa il 60%. In circa il 20% di tutti i nuovi casi di COVID-19 sono state individuate le varianti che risultano più infettive in una percentuale che va dal 40 ad oltre il 60%, rispetto al ceppo di marzo”. Questo si legge nel documento stilato dagli esperti dell’Italian Renaissance Team, che fanno appello al nuovo governo sottoponendo una serie di provvedimenti da adottare al più presto.

LE SOLUZIONI

Innanzitutto non è possibile rinunciare ad indossare la mascherina FFP2 sempre e in tutti i luoghi chiusi: questa la prima delle otto proposte che, per arginare la diffusione del virus ed allo scopo di evitare una nuova esplosione di casi, includono misure di contenimento territoriale “circoscritte, chirurgiche e circostanziate”, da applicare con tempestività nelle aree a maggior crescita di contagi. La speranza è che ciò possa essere sufficiente, ma se così non fosse, la possibilità di un nuovo lockdown esteso a tutto il territorio nazionale non può essere scartata.

Un altro punto su cui il Team si è soffermato è quello dell’incremento del numero di test da effettuare con cadenza giornaliera - non meno di 250 mila su tutto il territorio nazionale - comprendenti non solo i tamponi molecolari ma anche i test antigenici di III generazione. La logica conseguenza di tale azione è una più capillare ricerca delle varianti attraverso metodiche di genotipizzazione, con test molecolari di screening e con il sequenziamento (dell’intero gene S) per almeno il 5% dei test risultati positivi.

La parola chiave per sconfiggere il virus è “vaccino”. Occorre procedere alla somministrazione di tutte e tre le tipologie di farmaco disponibili, raggiungendo il prima possibile le persone di 70 anni di età e gli adulti a maggior rischio a causa di patologie croniche o acute gravi, per proteggerli dalle conseguenze dell’infezione. Infine, ciò che l’Italian Renaissance Team auspica è una rimodulazione pensata dei protocolli terapeutici in vigore, “al fine di garantire sull’intero territorio nazionale tutti i presidi ad oggi disponibili, compresi gli anticorpi monoclonali (mAb) specifici contro SARS-CoV-2, ma anche gli antinfiammatori non steroidei - inclusi quelli di recente introduzione - per bloccare la cascata citochinica”. Proposte concrete per tentare di uscire da questa pesante situazione che ci affligge e che molti, purtroppo, ancora sottovalutano.

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