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Intervista ad Alessio D’Amato, Assessore alla Sanità e all’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio

“Si tratta di un progetto che coinvolge tutti i nostri punti nascita e che può rappresentare un modello per l’intero Paese. Questa è la giusta occasione per validare e testare scientificamente il test”: così l’Assessore alla Sanità e all’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, il Dott. Alessio D’Amato, ha commentato il lancio del progetto pilota di screening neonatale per l'atrofia muscolare spinale (SMA), coordinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, realizzato in collaborazione con i centri dello screening neonatale regionali, i centri nascita di Lazio e Toscana e le istituzioni regionali, grazie al supporto non condizionato dell’azienda farmaceutica Biogen.

Circa 140mila bambini in due anni, tanti sono i neonati stimati, verranno sottoposti a screening mediante un test genetico, che permetterà di fare con certezza la diagnosi di questa malattia quando ancora non ha fatto il suo esordio e quindi prima che produca danni gravi e irreversibili. La rara patologia neuromuscolare oggi può essere trattata con il primo farmaco approvato per la malattia, il nusinersen. Il progetto pilota, già annunciato lo scorso aprile 2018 ed oggi andato in porto, è nato dalla collaborazione tra l’associazione Famiglie SMA, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la Regione Lazio e il Policlinico Gemelli. Coinvolgerà tutti i punti nascita della Regione Lazio, come annunciato dall’Assessore D’Amato, e servirà a individuare, secondo le stime, circa 28-30 nuovi casi di piccoli pazienti affetti da atrofia muscolare spinale.

Il video è stato realizzato grazie al contributo non condizionato di PerkinElmer.

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