L'accumulo non sembra correlato al fumo di sigaretta come ci si aspettava ma piuttosto dovuto a emorragie polmonari

ROMA – Il ruolo del ferro nella fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è di particolare interesse, è stato infatti osservato in diversi studi che, nei pazienti affetti dalla rara patologia che presentano anche difetti vascolari, l'elemento tende ad accumularsi in maniera eccessiva, portando i macrofagi a caricarsi di ferro sotto forma di emosiderina, al fine di prevenire lo stress ossidativo e l'infiammazione.
Un nuovo studio, condotto dai ricercatori del Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione del Policlinico Universitario di Tor Vergata e che vede come primo autore il Dr Ermanno Puxeddu, ha calcolato la prevalenza e l'intensità dell'accumulo di ferro nel fluido di rivestimento epiteliale (ELF) e di emosiderina nei macrofagi alveolari nella fibrosi polmonare idiopatica.


Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati nel mese di dicembre su Pulmonary Pharmacology and Therapeutics, ha confrontato i valori di 47 pazienti affetti da fibrosi polmonare idiopatica e di 14 volontari sani, fumatori e non, allo scopo di valutare le relazioni tra il ferro, la malattia e il fumo di sigaretta.

La concentrazione di ferro nel fluido ELF è risultata significativamente maggiore nei pazienti affetti da IPF, sia fumatori che non, rispetto ai controlli non fumatori; tuttavia, quando sono stati confrontati i pazienti IPF con i controlli fumatori, non sono state notate differenze sostanziali.
Quando invece è stata presa in considerazione la quantità di macrofagi alveolari carichi di ferro, i pazienti IPF presentavano livelli notevolmente maggiori (fumatori: 29%, non fumatori: 36%), rispetto ai controlli (fumatori: 6%, non fumatori: 5%) e anche la quantificazione citochimica ha confermato il maggiore accumulo di emosiderina nei macrofagi nei pazienti affetti da IPF rispetto ai controlli, indipendentemente dallo stato di fumatore.

Un dato particolarmente interessante è l'accumulo esagerato di emosiderina osservato in quei pazienti IPF che presentavano pressione arteriosa polmonare particolarmente elevata, rispetto agli altri partecipanti IPF, ancora una volta senza alcuna apparente correlazione con l'abitudine al fumo.
I macrofagi carichi di ferro sono caratteristici di diversi difetti polmonari caratterizzati da emorragie occulte, tra cui la malattia polmonare veno-occlusiva (PVOD) e l'aumento della densità del setto alveolare (ASCD), che sono risultati associati alla fibrosi polmonare idiopatica in diversi studi.

Pertanto, nonostante il fumo sia conosciuto come uno dei principali fattori che portano all'accumulo di ferro nei tratti respiratori inferiori, in questo caso non appare contribuire in maniera significativa all'accumulo anomalo di ferro, che sembra piuttosto da imputare a episodi emorragici polmonari occulti.
Gli autori concludono: “Le osservazioni descritte suggeriscono che i valori citochimici dei macrofagi carichi di ferro possano essere utili marcatori di danno vascolare, tra cui PVOD, nella fibrosi polmonare idiopatica e possano essere di aiuto nella scelta della terapia più adatta”.


 

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