FedEmo impegnata alla promozione dell’utilizzo razionale ed etico delle risorse, a favore dei paesi svantaggiati

L’accordo prevede la collaborazione fra Ministero della Salute, Ministero della Difesa, Ministero degli Affari Esteri, Regioni e Province Autonome e, in estrema sintesi, prevede la costituzione di un circolo virtuoso che permetta ai prodotti plasmatici eccedenti in Italia di uscire dai confini nazionali, per raggiungere Paesi terzi bisognosi, abbattendo le barriere doganali attualmente esistenti e aiutando i pazienti affetti da emofilia e malattie emorragiche congenite.

In Italia, il plasma raccolto e inviato al frazionamento industriale presenta una crescita costante, sia in termini quantitativi, sia in termini qualitativi, con conseguente aumento della potenzialità produttiva delle frazioni intermedie e dei prodotti finiti, come ad esempio i fattori della coagulazione (Fattore VIII, Fattore IX, Complesso Protrombinico, etc.). È così che, per alcuni farmaci emoderivati, non solo è stato raggiunto l’obiettivo importantissimo dell’autosufficienza nazionale, ma si sono venute anche a creare eccedenze di prodotti medicinali o prodotti intermedi derivati dal plasma nazionale, rispetto al fabbisogno del nostro Paese.

Per questo motivo FedEmo, in collaborazione con le associazioni dei donatori (AVIS, FIDAS, FRATRES e CRI) e sensibile alle difficoltà e ai bisogni delle persone con emofilia, è da tempo impegnata per promuovere l’utilizzo razionale ed etico di tali eccedenze a favore dei malati che vivono nei paesi più svantaggiati: oggi nel mondo solo il 25 per cento degli emofilici ha accesso alle cure e ai farmaci, quindi l’obiettivo è quello di aiutare il rimanente 75 per cento.

L’accordo interministeriale prevede, quindi, che le parti si impegnino senza fini di lucro, ma senza oneri aggiuntivi, ad avviare accordi specifici quali, ad esempio: l'esportazione o la cessione dei medicinali emoderivati o dei prodotti intermedi di lavorazione del plasma, eccedenti il fabbisogno nazionale, anche con recupero dei costi di produzione da parte delle Regioni/Province autonome o loro aziende sanitarie/enti; il supporto all’organizzazione dei sistemi trasfusionali dei Paesi destinatari degli interventi, anche attraverso la formazione e l’addestramento delle risorse umane; il supporto alla progettazione ed implementazione di reti assistenziali per i pazienti affetti da emofilia e da malattie emorragiche congenite (MEC)

 

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