Il tumore al colon-retto è il terzo tipo di neoplasia più diffusa in Italia, con circa 35 mila nuovi casi l’anno. La malattia è abbastanza rara prima dei 40 anni e si manifesta più frequentemente dopo i 60 anni. In genere si sviluppa a partire da polipi, ovvero delle piccole escrescenze sulla mucosa intestinale che si formano a causa di una proliferazione cellulare anomala. In molti casi i polipi sono benigni, soprattutto se di piccole dimensioni, e la probabilità che si trasformino in tumore è piuttosto bassa (inferiore al 10%). La trasformazione in senso maligno di un polipo, invece, porta alla proliferazione tumorale della mucosa intestinale e alla possibile diffusione del tumore anche verso il fegato, l’organo più strettamente collegato al distretto colorettale.

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58 i casi ogni 100mila abitanti: sopravvivenza a 5 anni tra 58 e 60% per entrambi i sessi

Recenti stime della mortalità per il tumore del colon retto indicano per il Lazio valori di circa  17 morti ogni 100.000 maggiore per gli uomini (24) ed inferiore per le donne (13). La sopravvivenza a 5 anni si colloca  fra il 58 e il 60% per ambedue i sessi, per cui, secondo i registri tumori, quasi 300.000 cittadini italiani vivono con una pregressa diagnosi di cancro colorettale, di cui circa 50000 nella regione Lazio.

Secondo gli ultimi dati il Lazio è al quarto posto fra le regioni d’Italia per incidenza del cancro al colon e al secondo per mortalità. L’incidenza globale è pari a 58 casi per 100mila abitanti, con un picco tra 75 ed i 79 anni per i maschi e tra gli 80-84 nelle donne.

L’azienda farmaceutica Merck ha annunciato e successivamente reso noti, durante l’Annual Meeting 2014 dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) del 2 giugno 2014, i risultati ottenuti da un’analisi retrospettiva dello studio di Fase III CRYSTAL.
L’analisi ha coinvolto pazienti affetti da carcinoma metastatico del colon retto (mCRC, metastatic ColoRectal Cancer) e in particolare un sottogruppo di pazienti con il gene KRAS wild-type (cioè non mutato). L’indagine retrospettiva ha avuto lo scopo di confrontare i risultati ottenuti dal trattamento chemioterapico con cetuximab in associazione a FOLFIRI rispetto al solo FOLFIRI.

In un recente studio clinico di Fase III, denominato RECOURSE, il nuovo farmaco antitumorale TAS-102 è stato sperimentato su un gruppo di circa 800 soggetti affetti da cancro del colon-retto metastatico (mCRC) e già fortemente pretrattati. In base ai risultati ottenuti, il trattamento sembra portare ad un significativo miglioramento della sopravvivenza globale (OS) dei pazienti.

Tra le cause di morte più diffuse a livello mondiale c'è il cancro del colon retto, una neoplasia che colpisce soprattutto gli individui sopra i 50 anni di età. La patologia si presenta con un polipo o adenoma e perchè sia diagnosticata correttamente devono essere effettuati esami specifici, come la colonscopia ed il test immunochimico fecale (FIT).

Uno studio clinico prospettico, pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine, mostra che un nuovo test del DNA effettuato sulle feci ha rilevato un numero maggiore di tumori del colon in pazienti a medio rischio rispetto al FIT.

Merck Serono S.p.A., affiliata italiana di Merck Serono, divisione biofarmaceutica di Merck, annuncia il lancio in Italia di www.mcrcbiomarkers.it, il sito Internet di Merck che illustra il ruolo del biomarcatore RAS nella lotta al carcinoma del colon retto metastatico (mCRC). La sua identificazione ha portato allo sviluppo di uno strumento strategico nella definizione della terapia: il test RAS.
Con questa iniziativa, Merck Serono intende rispondere ad una esigenza di maggiore informazione sulle prospettive offerte da questa importante innovazione della ricerca in oncologia, attraverso contenuti multimediali, infografica e videoanimazioni.

In occasione del 20° Congresso nazionale delle malattie digestive l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO) ha presentato i risultati del primo censimento dei gastroenterologi italiani.

Lo screening effettuato dal gastroenterologo può ridurre del 25% la mortalità per tumore del colon retto: lo dimostra uno studio presentato da medici dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO) che conferma l’importanza della diagnosi precoce e di questo specialista per la salute pubblica. Purtroppo, tuttavia, il numero dei gastroenterologi in Italia è insufficiente: è, infatti, solo un decimo di quello necessario, anche perché le malattie dell’apparato digerente, con oltre 1.500.000 ricoveri all’anno, sono la prima causa di ospedalizzazione nel nostro Paese. Questo è il dato più importante che emerge dal primo censimento mai effettuato di questi specialisti in Italia e nato dalla collaborazione tra AIGO e Ministero della salute.

Risultati promettenti in vitro di uno studio italiano, ora la sperimentazione sui pazienti

Verrà presto sperimentata sui pazienti con cancro del colon-retto la nuova terapia che si è dimostrata capace di bloccare in vitro la crescita di metastasi. Due gli antitumorali che saranno somministrati: cetuximab, un anticorpo monoclonale che inibisce EGFR (‘epidermial growth factor receptor’), e il Mek inibitore, un farmaco sperimentale.

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