Tubercolosi e sindrome da deperimento i maggiori fattori associati a rischio morte precoce

Si è recentemente concluso uno studio sistematico sulla mortalità precoce negli adulti affetti da HIV a seguito dell'inizio di una terapia antiretrovirale (ART) nei paesi di basso e medio reddito in Asia, Africa, Centro e Sud America. Lo studio, pubblicato su PloS One, ha riscontrato una significativa eterogeneità nei risultati e nella modalità di denuncia degli esiti di tutti gli studi di valutazione della mortalità nel primo anno di terapia con anti retrovirali pubblicati fino ad ora. Il più alto tasso di mortalità precoce è stato riscontrato nell'Africa Sub-Sahariana, e le malattie opportunistiche come la tubercolosi e la sindrome da deperimento sono state indicate come le più comuni cause di morte. Lo studio dimostra l'urgente necessità di implementare le strategie di contrasto dei fattor di rischio modificabili associati a morte precoce. Per la realizzazione dello studio tre revisori indipendenti hanno esaminato le pubblicazioni di lingua inglese comprese tra il gennaio 1996 e il dicembre 2010.
Sono stati considerati solo gli studi con partecipanti di età maggiore o uguale a 15 anni, per un totale di 50 studi: 38 inerenti all'Africa sub-sahariana, 5 all'Asia, 2 provenienti dalle Americhe, e 5 (10 per cento) studi multi-zona. Nel complesso l'Africa Sub Sahariana conta la più alta probabilità di mortalità tra i 3 i 55 mesi, arrivando al 0,17 per cento. L'Asia e le Americhe arrivano rispettivamente allo 0,11 per cento e allo 0,007 per cento.

Le cause specifiche della mortalità,
negli studi ove riportate, sono risultate tubercolosi (5-44 per cento), sindrome da deperimento (5 -53 per cento), HIV in fase avanzata (20 -37 per cento) e diarrea cronica (10 -25 per cento) erano più comuni. Il 95 per cento dei circa 33,4 milioni di adulti affetti da HIV vivono in paesi a basso e medio reddito. Circa 7,1 milioni di queste persone sono affette da HIV in fase avanzata e hanno costante bisogno di trattamenti antiretrovirali. Secondo le attuali tendenze entro il 2015 saranno circa 8 milioni le persone affette da HIV che otterranno cure antiretrovirali, che permetteranno di ridurre ulteriormente la morbilità e la mortalità mondiale.

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