Secondo un articolo pubblicato sulla rivista specializzata Neuron e riportato su Le Scienze i ricercatori dell'Università della California (Berkeley) avrebbero individuato un nuovo composto chimico capace di conferire ad alcune cellule della retina la stessa funzionalità dei fotorecettori.
La retina è uno strato costitutivo dell'occhio formato da tre strati di cellule nervose; nello strato più esterno rispetto al centro del globo oculare sono localizzati i fotorecettori ( i coni deputati alla  visione diurna e i bastoncelli a quella notturna). Nello strato più interno, invece,  sono localizzate le cellule gangliari, che trasformano lo stimolo luminoso in segnale nervoso, in modo da poterne mediare il trasporto al Sistema Nervoso Centrale (encefalo).



Lo studio realizzato dai ricercatori della California, guidati dal dott.Ivan Tochitsky, avrebbe dimostrato la possibilità di conferire anche alle cellule gangliari la capacità di recepire la luce, grazie alla somministrazione di un composto chimico (di loro realizzazione) chiamato DENAQ.

Questa scoperta potrebbe rappresentare il primo passo verso nuove vie terapeutiche per patologie degenerative dell'occhio, come la degenerazione maculare o la retinite pigmentosai .

 

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