Uno studio inglese propone un marker facilmente individuabile, ma la strada è ancora lunga

Un test genetico potrebbe aiutare a predire il cancro al seno molti anni prima che si sviluppi. La notizia, comparsa sul Daily Mail appena qualche giorno fa, sta già facendo discutere. Il test identificherebbe la metilazione del DNA, un cambiamento chimico probabilmente dovuto a fattori ambientali e ormonali. Alla base della notizia uno studio che ha coinvolto circa 600.000 donne, secondo il quale i livelli più alti di metilazione  del gene ATM corrispondono a un aumento dell’ 89 per cento della probabilità di sviluppare cancro al seno.

La metilazione sulla superficie dei geni potrebbe quindi servire come marker per il rischio di cancro. Lo studio però ha solo identificato un’associazione tra i mutamenti dei DNA e il rischio di cancro al seno, non spiegandone il meccanismo soggiacente, quindi per il momento il test predittivo è solo un’ipotesi.

Per questa ricerca sono stati utilizzati tre studi prospettici di corte che hanno coinvolto sia donne con storia familiare di cancro al seno che non. Tutti i partecipanti avevano depositato un campione di sangue prima di ogni diagnosi di cancro, per una media di 45 mesi prima della diagnosi. Oltre ai campioni di sangue sono state raccolte informazioni su altri fattori di rischio di cancro al seno, come i fattori ormonali e riproduttivi, l’assunzione di alcol e il fumo.

I ricercatori hanno analizzato i globuli bianchi nei campioni di sangue per determinare il grado di metilazione del gene ATM. Il gene ATM è coinvolto in molte funzioni, tra cui la divisione cellulare e la riparazione del DNA danneggiato. I ricercatori hanno poi confrontato il livello medio di metilazione tra i casi di cancro e i pazienti di controllo.
I partecipati allo studio sono stati divisi in gruppo in base al livello di metilazione e i ricercatori hanno valutato la probabilità di sviluppare il cancro in ciascun gruppo. L’analisi è stata poi stratificata con l’età e la storia familiare.
Lo studio, pubblicato sulla rivista medica Cancer Research, è stato coordinato dai ricercatori dell’Imperial College del Regno Unito con la collaborazione di istituzioni europee, statunitensi e australiane, grazie al finanziamento della campagna Breast Cancer e Cancer Research Uk.

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