L'analisi retrospettiva di un campione multinazionale di pazienti pediatrici affetti da sclerosi multipla (SM) che avevano ricevuto interferone sottocutaneo beta-1a hanno verificato come quelli provenienti dagli Stati Uniti avessero un più alto indice di massa corporea (BMI), una maggiore frequenza di recidive e fossero stati gestiti in modo diverso rispetto ai pazienti degli altri Paesi (rest of World, ROW).

Futuri studi prospettici sono necessari per confermare queste osservazioni e accertare il loro significato clinico, secondo lo studio pubblicato online sul Journal of Neurological Sciences.

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