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Presentata un’App che aiuta malati e caregiver a gestire la stanchezza fisica e mentale

Milano – Accorciare le distanze fisiche grazie al digitale; ripensare l’assistenza sanitaria nel nostro Paese per avvicinarla alle persone, anche sfruttando il potenziale offerto dalle tecnologie; rafforzare le reti reali e virtuali a supporto e difesa delle persone che convivono con una patologia cronica, spesso fragili, la cui malattia non si è fermata a causa della pandemia, ma che possono aver incontrato difficoltà nel proseguire il proprio percorso di assistenza e cura. Questi sono solo alcuni degli spunti di riflessione che la pandemia e il periodo di isolamento appena trascorso hanno stimolato, e che sono stati al centro dell’evento #Connessievicini promosso da Sanofi Genzyme in collaborazione con AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla).

L’evento, che si è tenuto in live-streaming mercoledì 1° luglio, ha affrontato queste tematiche mettendo al centro le persone con sclerosi multipla, che si trovano oggi, come molti altri pazienti, ad affrontare la “nuova normalità” come un percorso in evoluzione, da ricostruire. Ma con alcune certezze, come un solido network fatto di associazioni, istituzioni, clinici e aziende, a cui si aggiunge il supporto delle tecnologie digitali.

Un momento di confronto tra pubblico, privato e terzo settore, per ripensare il futuro della gestione delle persone con sclerosi multipla, sottolineando il valore di questa alleanza e cogliendo le opportunità che la pandemia ha offerto per ripartire con più forza.

“Guardando a questo periodo in chiave positiva e quindi come opportunità di ‘crescita’ per la comunità della sclerosi multipla è risultata chiara la centralità della nostra associazione per offrire supporto e sostegno in un momento di preoccupazione e smarrimento”, ha dichiarato Francesco Vacca, Presidente di AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla). “Non ci siamo mai fermati e abbiamo messo in campo tutte le nostre risorse per essere presenti e di supporto alle persone con sclerosi multipla e alle loro famiglie in tutta Italia. Fondamentali si sono rivelati gli strumenti della “digital health” e il dialogo costante con i diversi stakeholder, dalle istituzioni, ai clinici e alle aziende.”

Paolo Bandiera, Direttore rapporti istituzionali AISM, si è poi concentrato sulle sfide aperte, che vedono la necessità di investire sull’empowerment dei cittadini, delle organizzazioni di rappresentanza, del sistema di cure e assistenza, mettendo a fuoco l’importanza dei progetti collaborativi e di rete e richiamando le priorità presentate alle istituzioni durante la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla 2020.

“L’emergenza ha rappresentato uno stress test per il sistema sanitario e, più in generale, per il sistema Paese e ha portato a una presa di coscienza collettiva dell’importanza di fare sistema per la salute delle persone, a ogni livello”, ha affermato l’On. Fabiola Bologna, Componente della Commissione Sanità e Affari Sociali della Camera dei Deputati. “Oggi, i temi chiave su cui insistere sono il consolidamento di reti territoriali, fisiche o virtuali, per l’assistenza e la cura, il rafforzamento della telemedicina e della ricerca, e l’alleanza con gli altri attori della sanità, per una reale integrazione tra pubblico e privato.”

Oggi la sanità è sempre più ‘vicina’ ai cittadini e ‘connessa’ anche grazie alle opportunità offerte dalla digitalizzazione. La pandemia di COVID-19 ha portato alla luce come sia necessario insistere in questa direzione, colmando le lacune laddove esistono, investendo nella formazione di professionisti della salute e nella ricerca, anche in termini di servizi digitali per le persone, senza dimenticare l’importanza di far crescere i giovani talenti.

Un esempio che va in questa direzione è il progetto FUEL presentato in occasione di #Connessievicini: un’App che aiuta i pazienti e i caregiver a gestire la fatigue (un forte stato di stanchezza mentale e fisica che accompagna i pazienti per lunghi periodi della loro vita, soprattutto durante i trattamenti medici): come misurarla, monitorarla, gestirla al meglio e comunicarla a famigliari e al proprio medico. L’app è stata progettata da un team multidisciplinare di studenti delle Università di Modena e Reggio Emilia e del Politecnico di Milano - con il supporto di Sanofi Genzyme, dell’Università di Bologna e di AlmaCube, hub innovativo dell’Università di Bologna e di Confindustria Emilia Centro - nell’ambito dello SUGAR network. SUGAR riunisce Università, studenti e aziende in una serie di progetti di Open Innovation per rispondere a problemi reali attraverso la metodologia del Design Thinking. In questo contesto, FUEL risponde alla sfida lanciata da Sanofi Genzyme: come migliorare la qualità di vita delle persone con sclerosi multipla e patologie oncologiche.

“Da diversi anni mettiamo a disposizione delle persone con sclerosi multipla non solo terapie efficaci, ma anche servizi e iniziative che intendono contribuire al miglioramento della loro qualità di vita”, ha dichiarato Marcello Cattani, Country Lead e Amministratore Delegato Sanofi Italia. “In stretta collaborazione con AISM nazionale e le sezioni locali, i neurologi di tutta Italia ed esperti di Nordic Walking, nutrizione, mindfulness e Tai Chi abbiamo costruito un percorso pensato per supportare in modo olistico le persone con sclerosi multipla e i caregiver, favorendo il loro benessere fisico e quello cognitivo. Oggi, abbiamo necessariamente dovuto ripensare in chiave digitale molte attività, esplorando le potenzialità offerte dalle tecnologie per dare lo stesso sostegno anche a distanza. Siamo convinti, però, che le tecnologie non debbano sostituire il medico specialista, ma possano offrire un valido supporto nella gestione di un paziente sempre più connesso, attivo informato, assistito e monitorato.”

“Pandemia e distanziamento sociale hanno messo a dura prova le persone che convivono con la sclerosi multipla e le loro famiglie, che hanno dovuto prestare particolare attenzione per evitare situazioni di rischio che potessero compromettere una condizione che è già di fragilità”, conclude Marco Salvetti, Professore di Neurologia della Sapienza e Direttore della UOC di Neurologia dell’Ospedale S. Andrea di Roma. “Per molti pazienti c’è stato il timore di essere più isolati e, ancora oggi, l’incertezza per quanto riguarda la gestione della propria patologia. A loro vorrei ricordare che l’attività dei Centri specialistici è ripresa, in tutta sicurezza e anche a distanza, e che esiste la Carta dei diritti delle persone con sclerosi multipla, un importante strumento da cui partire per ripensare alla nuova normalità e al futuro sul quale non solo le persone con sclerosi multipla ma tutti i pazienti si stanno affacciando.”

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