Il nuovo testo - appena approvato dalla Stato-Regioni - è necessario per aggiornare gli importi che il Servizio sanitario riconosce alle strutture. Non impatta direttamente sul ticket (quando dovuto)
Una prima visita specialistica pagata dal Servizio sanitario alla struttura che la eroga varrà in media 26 euro, una seduta di dialisi peritoneale a domicilio riceverà un rimborso maggiorato del 15%, e per alcuni ausili ottici il rimborso salirà del 44%. Sono alcuni degli aggiornamenti previsti dal nuovo decreto su tariffe di specialistica ambulatoriale e assistenza protesica, trasmesso il 14 luglio dal Ministero della Salute alla Conferenza Stato-Regioni.
Si tratta di importi non ancora in vigore, e che riguardano quanto il SSN riconosce alle strutture: per gli assistiti, l'effetto passa soprattutto dal ticket, quando dovuto.
PERCHÉ SERVIVA UN NUOVO DECRETO
Il testo dovrebbe andare a sostituire il decreto del 25 novembre 2024, annullato dalle sentenze del Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio in seguito ai ricorsi di oltre 350 strutture sanitarie private accreditate. I giudici avevano contestato in particolare l'uso di dati di costo giudicati "inattuali perché risalenti esclusivamente agli anni 2015/2016" e un'istruttoria ritenuta insufficiente su alcune voci, tra cui le prime visite. Per rimediare, il Ministero ha condotto da gennaio a giugno 2026 una nuova rilevazione dei costi presso strutture pubbliche e private accreditate, distribuite su 15 regioni; dopo la verifica di coerenza dei dati, sono risultate valide ai fini del calcolo tariffario le informazioni fornite da 63 strutture.
COSA CAMBIA NEGLI IMPORTI
L'aggiornamento riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, con un incremento medio del 5,8%, e 222 codici su un totale di 1.063 del nomenclatore dell'assistenza protesica su misura. Oltre alle prime visite e alla dialisi domiciliare, aumenti sono previsti per esami come ecocolordoppler, diagnostica vascolare, medicina nucleare, endoscopia ed elettromiografia, e per dispositivi come ortesi spinali, protesi di arto e ausili ottici, questi ultimi fermi dal 2024 su un gruppo di 98 codici.
È però importante chiarire un aspetto: gli importi indicati non sono, nella maggior parte dei casi, quelli pagati dai pazienti. Si tratta infatti delle tariffe massime che il Servizio Sanitario Nazionale riconosce alle strutture che erogano le prestazioni. Il ticket, quando previsto, è un costo separato e corrisponde in media al 12,8% del valore della prestazione, con differenze tra le regioni. Nel caso della dialisi, dove il ticket incide appena per lo 0,7%, l'aumento delle tariffe comporta soprattutto un maggiore rimborso alle strutture, senza tradursi in un aggravio di spesa per i pazienti. Se una Regione applica tariffe superiori a quelle nazionali, il costo aggiuntivo resta comunque a carico del bilancio regionale, non degli assistiti
QUANTO MANCA ALL'ENTRATA IN VIGORE
Il testo trasmesso il 14 luglio ha ottenuto l'intesa della Conferenza Stato-Regioni il 23 luglio 2026, poi dovrà essere adottato formalmente dal Ministro della Salute di concerto con il Ministro dell'economia, e infine pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
L'entrata in vigore è fissata al 21 settembre 2026, data che coincide con la scadenza del termine concesso dal TAR: i giudici avevano disposto l'annullamento del precedente decreto con effetti differiti fino a quella data, proprio per lasciare al Governo il tempo di approvarne uno nuovo. Superata quella data senza che il decreto sia pienamente operativo, il tariffario resterebbe privo di copertura normativa.
LE RISORSE GIÀ STANZIATE
L'aggiornamento comporterà, a regime, una spesa aggiuntiva di 210,7 milioni di euro l'anno per il SSN, già prevista dalla legge di bilancio 2026, che ha vincolato 100 milioni per quest'anno e 183 milioni annui dal 2027. Il rischio che questi fondi restassero bloccati dallo stallo procedurale era stato oggetto, lo scorso 30 giugno, di un'interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri della Salute e dell'Economia.










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