Vaccinazione antinfluenzale 2026-2027

Nove i prodotti autorizzati per la nuova campagna antinfluenzale, aggiornati sui ceppi virali indicati dall’OMS. Le Regioni sceglieranno poi quali distribuire gratuitamente

Con l'autunno alle porte torna puntuale l'appuntamento con la campagna di vaccinazione antinfluenzale e l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha reso nota la lista dei prodotti che potranno essere utilizzati nella stagione 2026-2027.

Sono nove i vaccini che hanno ricevuto il via libera da AIFA e dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), con una composizione aggiornata sulla base delle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Tra le formulazioni approvate ci sono Efluelda, indicato per gli over 60, e Fluad, indicato dai 50 anni in su. Ci sono poi Fluarix e Fluarix Tetra, utilizzabili sia negli adulti che nei bambini a partire dai 6 mesi, così come Flucelvax, Influvac S e Influvac S Tetra. Per i più giovani, tra i 2 e i 18 anni, è disponibile anche Fluenz, l'unico in formato spray nasale invece che iniettabile. Completa l'elenco Vaxigrip, indicato anche per le donne in gravidanza. La vaccinazione materna, spiega AIFA, protegge indirettamente anche i neonati nei primi sei mesi di vita, quando non possono ancora essere vaccinati direttamente.

Per le persone con condizioni che aumentano il rischio di complicanze, la scelta del vaccino tiene conto di diversi fattori, tra cui età, caratteristiche cliniche e indicazioni autorizzate del singolo prodotto. Per gli over 60 il Ministero della Salute raccomanda in particolare l'impiego di vaccini antinfluenzali potenziati, adiuvati o ad alto dosaggio. Per le persone più giovani con patologie croniche o malattie rare non è invece prevista una preferenza generalizzata per uno specifico prodotto sulla base della sola diagnosi.

Si tratta di prodotti utilizzati da anni nelle campagne vaccinali e con un profilo di sicurezza consolidato. AIFA ne monitora la sicurezza attraverso la Rete Nazionale di Farmacovigilanza, con il supporto dei centri regionali, e condivide i dati anche con l'EMA per un controllo coordinato a livello europeo

A fissare tempi e priorità della campagna è il Ministero della Salute, che nella Circolare del 23 giugno 2026 ha indicato l'inizio di ottobre come punto di partenza per le vaccinazioni regionali, raccomandando comunque di offrirle in qualsiasi momento della stagione a chi ne ha diritto, anche in caso di ritardo o di episodi simil-influenzali già avuti in precedenza.

La vaccinazione resta gratuita per chi ha compiuto 60 anni, per le donne in gravidanza e nel post-partum, per i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni e per le persone che convivono con patologie o condizioni che aumentano il rischio di complicanze. Tra queste rientrano anche alcune condizioni che interessano persone con malattie rare, come patologie respiratorie, cardiache, neurologiche, metaboliche o immunitarie, per le quali l'influenza può comportare un maggiore rischio di complicanze. Rientrano nell'offerta attiva anche le persone ricoverate in strutture di lungodegenza, i familiari di soggetti fragili, il personale sanitario e socio-assistenziale, le forze dell'ordine e i vigili del fuoco, oltre ad altre categorie esposte per motivi professionali, compresi i lavoratori a contatto con animali e i donatori di sangue.

Per chi vive con una malattia rara, la vaccinazione va quindi valutata anche in relazione alla propria condizione clinica. In caso di dubbi sulla possibilità di vaccinarsi o sulla formulazione da utilizzare, è opportuno confrontarsi con lo specialista di patologia e con il medico di medicina generale e con il medico vaccinatore.

Un punto da tenere presente: non tutti i vaccini autorizzati arrivano poi effettivamente nei centri vaccinali. Sono le Regioni, tramite gare annuali, a decidere quali prodotti tra quelli disponibili in commercio saranno utilizzati per l'offerta gratuita a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

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