In occasione del World Hearing Day, l’associazione ha inaugurato una campagna di sensibilizzazione sulla salute uditiva. Lanciata anche l’Agenda condivisa per lo screening nelle scuole
Una collaborazione in corso già da alcuni anni per promuovere la salute uditiva a partire proprio dalla prevenzione. È un rapporto sempre più stretto quello che lega Rai Pubblica Utilità e Udito Italia, organizzazione impegnata nella sensibilizzazione e prevenzione dei disturbi uditivi e di tutte le forme di sordità evitabili. Un impegno che quest’anno si è concretizzato in un programma di screening esteso ai dipendenti Rai dei Centri di Produzione di Saxa Rubra e Salario.
“Già da alcuni anni i canali di Rai Pubblica Utilità e Rai Accessibilità si stanno interessando alle nostre campagne di sensibilizzazione e promozione della salute uditiva, seguendo un trend positivo che vede la società sempre più attenta ai temi della prevenzione e della salute uditiva”, spiega Valentina Faricelli, presidente di Udito Italia. In particolare, l’interesse è nato in occasione dell’evento che Udito Italia organizza in occasione del World Hearing Day, la giornata di sensibilizzazione promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e celebrata, a livello internazionale, il 3 marzo di ogni anno.
SCARSA CONOSCENZA DEI RISCHI E FORTE SOTTOVALUTAZIONE DEL PROBLEMA
“Udito Italia si impegna a realizzare l’evento in Italia con un incontro organizzato in sedi istituzionali”, prosegue Faricelli. “Siamo stati ospitati al Ministero della Salute e negli ultimi anni nella Sala della Regina di Montecitorio. Partecipano rappresentanti delle istituzioni, del mondo medico-sanitario, giornalisti, associazioni e aziende: una mobilitazione del comparto uditivo per fare il punto, annualmente, sulla salute uditiva in Italia e proporre nuove strategie di azione”. Dopo il dibattito pubblico, tenutosi proprio il 3 marzo presso il Centro di Produzione TV “Raffaella Carrà” di via Teulada 66, le giornate di screening hanno registrato una forte partecipazione. Oltre 200 persone sono state sottoposte a screening e, contemporaneamente, è partita la campagna di informazione. “Gli stessi dipendenti e operatori Rai, nonostante la tipologia di lavoro che li vede per molte ore a contatto con suoni e con l’utilizzo di cuffie, spesso non sono correttamente informati sulle regole per una corretta esposizione al rumore”, sottolinea la presidente di Udito Italia. “C’è ancora molta sottovalutazione del problema, così come scarsa conoscenza dei rischi che si corrono per la salute uditiva”.
DISTURBI DELL’UDITO, UN PROBLEMA GLOBALE
La collaborazione con Rai Pubblica Utilità fa parte di quell’impegno di carattere soprattutto “culturale” che Udito Italia porta avanti da ormai 16 anni. “Il percorso di riconoscimento del ruolo della salute uditiva nella vita delle persone sta facendo dei passi in avanti, ma non è ancora sufficiente” rimarca Faricelli. I numeri raccontano di una situazione allarmante. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, un miliardo e mezzo di persone nel mondo presenta una forma di diminuzione dell’udito e per oltre 430 milioni è necessaria una riabilitazione. Inoltre, entro il 2030 gli ipoacusici che necessiteranno di riabilitazione saranno più di 500 milioni e, se non si interviene, nel 2050 potrebbero superare i 700 milioni. “Il problema, oltre che sanitario, è evidentemente globale”, osserva la presidente. “La società deve comprendere che la salute uditiva deve essere integrata in un concetto più ampio di salute globale e lo strumento principale è senza dubbio la prevenzione”. Nel frattempo, visto il successo registrato fino a questo punto, la sinergia con Rai Pubblica Utilità va avanti: “Gli stessi dirigenti Rai sono rimasti colpiti dall’attenzione verso le giornate di prevenzione e dai temi affrontati nel corso del dibattito, al quale, oltre a Udito Italia, hanno partecipato medici specialisti e giornalisti Rai esperti di salute e benessere”, riferisce Faricelli. “Ripeteremo l’evento il 23 aprile a Napoli, presso il Centro di Produzione Rai”.
L’AGENDA CONDIVISA PER LO SCREENING UDITIVO NELLE SCUOLE
Lo scorso 3 marzo, in occasione del World Hearing Day, è stata lanciata anche l’Agenda condivisa per lo screening uditivo nelle scuole, con l’obiettivo di richiamare istituzioni, professionisti della salute, educatori e comunità “a un impegno comune volto a integrare stabilmente la cura dell’udito nelle politiche sanitarie e nei percorsi educativi, affinché nessun bambino resti indietro”, spiega Faricelli. “Un primo passo”, prosegue, “potrebbe essere la realizzazione di screening uditivi nelle scuole, un impegno che cercheremo di realizzare entro il 3 marzo del prossimo anno”.
Nel 2026 il focus della Giornata Mondiale è stato proprio la salute uditiva di bambini e adolescenti, attraverso il riconoscimento dell’udito come determinante fondamentale dello sviluppo linguistico, cognitivo, relazionale ed educativo. “A livello globale, milioni di bambini in età scolare convivono con una perdita uditiva non diagnosticata o non adeguatamente trattata, spesso riconducibile a condizioni prevenibili o curabili”, aggiunge la presidente. “Se non intercettata precocemente, la perdita dell’udito può compromettere il percorso scolastico, l’inclusione sociale e le opportunità future, generando disuguaglianze evitabili”.
L’INTERGRUPPO PARLAMENTARE SUL BENESSERE ACUSTICO E L’IMPEGNO PER RAFFORZARE IL DIALOGO ISTITUZIONALE
In questo percorso, Udito Italia intende svolgere un ruolo di raccordo e coordinamento tra i diversi attori coinvolti, con l’obiettivo di favorire una collaborazione stabile e strutturata. “Grazie anche alla recente istituzione dell’Intergruppo parlamentare sul benessere acustico, fortemente voluto da Udito Italia e promosso grazie all’iniziativa dell’onorevole Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, sarà possibile rafforzare il dialogo con il livello istituzionale e promuovere iniziative concrete di prevenzione, informazione e diagnosi precoce”, sottolinea la presidente. “Udito Italia si propone quindi come collettore di competenze ed esperienze, contribuendo a tradurre gli obiettivi dell’Agenda in azioni operative concrete a favore della prevenzione e della tutela della salute uditiva”.
Secondo l’associazione, gli screening uditivi nelle scuole possono rivelarsi fondamentali per intercettare precocemente eventuali difficoltà uditive in una fase cruciale della crescita. Anche una perdita lieve o non riconosciuta può tradursi, infatti, in difficoltà scolastiche, problemi di concentrazione o isolamento sociale. La prevenzione gioca quindi un ruolo decisivo. “Individuare tempestivamente un problema uditivo significa poter intervenire con percorsi diagnostici e terapeutici adeguati, evitando che una condizione spesso prevenibile o trattabile abbia conseguenze durature sul percorso educativo e sul benessere del bambino”, conferma Faricelli. “In questo senso, portare gli screening direttamente nelle scuole consente di raggiungere un numero molto ampio di bambini e adolescenti, riducendo il rischio che alcune situazioni restino non diagnosticate”. Si tratta, insomma, di “uno strumento concreto di equità sanitaria, che permette di offrire a tutti le stesse opportunità di crescita, apprendimento e partecipazione alla vita sociale”.
Malgrado l’introduzione dello screening uditivo neonatale, oggi diffuso su gran parte del territorio nazionale, rappresenti un passo avanti sul fronte della prevenzione, in Italia non sono previsti ulteriori controlli nel corso della crescita. “Proprio per questo”, conclude Faricelli, “nei prossimi mesi l’obiettivo sarà lavorare insieme alle istituzioni, al mondo sanitario e a quello scolastico per promuovere iniziative di prevenzione e sensibilizzazione che possano favorire l’introduzione di momenti di controllo uditivo anche nelle scuole”.










Seguici sui Social