Il Cadmio è un metallo ubiquitario, batterie, marmitte catalitiche, inceneritori e fumo di sigaretta ci espongono al rischio di neurotossicità

FIRENZE - La prima ipotesi di correlazione tra esposizione al Cadmio Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS, anche definita Encefalomielite Mialgica, ME) è stata riconosciuta a livello internazionale. Grazie al lavoro dei Prof. Massimo Gulisano e Marco Ruggiero la relazione tra Cadmio e ME è ora pubblicata sulle pagine della rivista Medical Hypotheses Ruggiero ci ha spiegato come questa scoperta potrà essere messa in pratica a vantaggio dei pazienti italiani.

“Il cadmio è un metallo pesante ubiquitario. – spiega Ruggiero - E’ presente nelle batterie di auto, cellulari e pc, nell’inquinamento urbano, nel fumo di tabacco, nell’edilizia e negli inceneritori. E’ noto che questo metallo pesante sia cancerogeno ma la nostra osservazione scientifica ha confermato che induce anche la morte neuronale. Il Cadmio somiglia molto a metalli fisiologicamente presenti nell’organismo umano come lo zinco – fondamentale nella regolazione del DNA – e in situazioni di sovraesposizione si sostituisce ad essi, inducendo neurotossicità.”

Non si tratta di una novità assoluta ma di una precisazione fondamentale per poter trattare i pazienti con Encefalomielite Mialgica. “Che i metalli pesanti fossero implicati in patologie come la ME era già noto. La grande differenza è che ora conosciamo un elemento per il quale il danno è misurabile. Inoltre ricordiamo che le soglie di pericolosità fissate per legge sull’esposizione ai metalli pesanti sono tarate sulla Cancerogenicità degli stessi. Oggi dobbiamo pensare che gli effetti neurotossici di un elemento come il Cadmio possono presentarsi anche sotto la soglia di sicurezza prevista per legge”.

La novità riguarda invece la diagnostica, grazie alla quale è possibile identificare il danno da cadmio e monitorarlo nel tempo. “Grazie all’ecografia transcranica, messa a punto dal nostro team, abbiamo una metodologia diagnostica semplice, veloce ed economica per osservare l’infiammazione degli strati neuronali del lobo temporale. Il lobo temporale è una delle aree del cervello colpite nell’encefalomielite mialgica; grazie a questa ecografia possiamo riscontrare la presenza di infiammazione o assottigliamento degli strati neuronali”.

La teoria in questo caso si traduce dunque in pratica clinica, a vantaggio dei molti pazienti italiani ad oggi privi di risposte. L’Encefalite Mialgica è una malattia multisistemica, e come tale dovrebbe essere trattata. L’esposizione ai metalli pesanti è una delle cause da indagare in presenza di ME. “Una volta riscontrata l’esposizione ai metalli pesanti sarà possibile consigliare al paziente un percorso detossificante  e monitorarlo lungo questo percorso. Insieme al Prof. Gulisano mi sto impegnando per fare in modo di poter visitare i pazienti anche a Firenze. Le risposte sono state positive, gli spazi ci sono: speriamo davvero di poter essere operativi da ottobre”.

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