Il trattamento con il farmaco ha dimostrato una riduzione statisticamente significativa dei livelli di colesterolo LDL rispetto al placebo
Roma – L’azienda farmaceutica MSD ha annunciato che, in occasione delle Scientific Sessions 2025 dell’American Heart Association (AHA), sono stati presentati i positivi risultati dello studio registrativo CORALreef HeFH, un trial clinico di Fase III, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, condotto per valutare l’efficacia e la sicurezza della molecola enlicitide nel trattamento di pazienti adulti affetti da ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFH).
L’ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFH) è una patologia genetica che colpisce circa una persona su 250 ed è caratterizzata da livelli elevati di colesterolo LDL (C-LDL). Le persone affette da HeFH sono quindi esposte a un maggior rischio di malattie cardiovascolari aterosclerotiche precoci. Per una gestione ottimale di questa malattia non è generalmente sufficiente la sola modifica dello stile di vita o della dieta, ma è necessario ricorrere anche a farmaci ipolipemizzanti. Tuttavia, una larga parte dei pazienti con HeFH non riesce a raggiungere i livelli di C-LDL raccomandati dalle linee guida, nonostante le terapie disponibili.
Enlicitide è una nuova molecola progettata per ridurre il colesterolo LDL attraverso lo stesso meccanismo biologico degli attuali inibitori di PCSK9 iniettabili, ma sviluppata in forma di compressa da assumere quotidianamente per via orale.
“Enlicitide rappresenta un approccio innovativo all’inibizione di PCSK9 nella terapia ipolipemizzante, essendo infatti il primo macropeptide orale progettato per offrire l’efficacia e la specificità degli anticorpi monoclonali anti-PCSK9 in una semplice compressa e aprendo nuove prospettive per il trattamento personalizzato dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare”, spiega il Prof. Alberico Luigi Catapano, Presidente SISA (Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi). “Attraverso il blocco dell’interazione tra la proteina PCSK9 e il recettore per le LDL, e quindi aumentando l’espressione dello stesso recettore per le LDL, enlicitide incrementa la capacità del fegato di rimuovere le LDL dal sangue riducendo in maniera importante e clinicamente rilevante i livelli di colesterolo LDL, rispondendo così a un bisogno clinico critico non soddisfatto, in particolare – e non solo – nelle persone con ipercolesterolemia familiare eterozigote. Questa popolazione di pazienti è ad alto rischio di eventi cardiovascolari aterosclerotici prematuri e una quota significativa non raggiunge i livelli di colesterolo LDL raccomandati dalle linee guida nonostante le terapie ipolipemizzanti disponibili. Per loro, enlicitide potrebbe rappresentare una svolta terapeutica.”
Nello studio CORALreef HeFH, l’impiego di enlicitide è stato valutato, in confronto a placebo, nel trattamento di pazienti adulti affetti da ipercolesterolemia familiare eterozigote, aventi una storia di eventi cardiovascolari aterosclerotici maggiori (ASCVD), o un rischio elevato di un primo evento, e già stabilmente sottoposti a terapie ipolipemizzanti di base che includono almeno una statina a intensità moderata o elevata.
Nella sperimentazione, il trattamento con enlicitide ha determinato, alla settimana 24, una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del colesterolo LDL (pari al 59,4%) rispetto al placebo (endpoint primario dello studio). Le riduzioni di colesterolo LDL sono state osservate già dalla quarta settimana e mantenute per un anno. Sempre alla settimana 24, enlicitide ha inoltre dimostrato riduzioni statisticamente significative di colesterolo non-HDL (pari al 53,0%), di apolipoproteina B (pari al 49,1%) e di lipoproteina(a) (pari al 27,5%) rispetto al placebo.
Infine, enlicitide ha mostrato un profilo di sicurezza simile al placebo, con un’incidenza di eventi avversi (AE), di eventi avversi gravi (SAE) e di interruzioni del trattamento dovute a eventi avversi paragonabili tra i due gruppi.
“Gli eventi cardiovascolari in Italia raggiungono una cifra di circa 230-240.000 all’anno, circa 600 al giorno; livelli elevati di colesterolo rappresentano una causa diretta di infarti e ictus ma questa consapevolezza non è ancora sufficientemente diffusa”, spiega il Prof. Pasquale Perrone Filardi, Presidente SIC (Società Italiana di Cardiologia). “Dobbiamo prevenire la malattia prima che si sviluppi e trattarla nelle fasi più precoci. Enlicitide è un farmaco progettato per abbassare i livelli di colesterolo LDL nel sangue offrendo un’efficacia e una specificità tipiche degli anticorpi monoclonali anti-PCSK9 in una compressa di facile utilizzo, e si aggiungerà agli strumenti della classe medica per ridurre il bisogno medico insoddisfatto della riduzione del colesterolo LDL, contribuendo a migliorare gli esiti della malattia cardiovascolare aterosclerotica per milioni di persone nel mondo”.
L’azienda MSD ha annunciato che i dati di CORALreef HeFH, insieme a quelli di CORALreef Lipids (efficacia e sicurezza di enlicitide in pazienti con ipercolesterolemia) e di CORALreef AddOn (efficacia e sicurezza di enlicitide, in confronto a ezetimibe e/o acido bempedoico, in pazienti con ipercolesterolemia), saranno condivisi con le autorità regolatorie di tutto il mondo per la richiesta di approvazione di enlicitide.










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