Farmacia

La legge c’è, mancano decreto attuativo e ordinanza ministeriale, attesi ormai da 5 mesi

Offrire ai pazienti affetti da patologie cardio-respiratorie che necessitano di ossigenoterapia una maggiore autonomia: questo è l’obiettivo dell’articolo 5 ter della legge n.27 del 24 aprile 2020. La legge prevede che la carica degli stroller contenenti ossigeno liquido criogenico possa avvenire, oltre che al proprio domicilio, anche presso strutture sanitarie individuate dalle Regioni e, in via sperimentale fino all’anno 2022, presso le farmacie convenzionate. Obiettivo però disatteso - lo denuncia la FIMARP, Federazione Italiana per la IPF e Malattie Polmonari - perché mancano ancora il decreto ministeriale contenente le specifiche modalità tecniche del progetto (la cui emanazione era prevista per il giorno 31 luglio 2020) e l’ordinanza ministeriale urgente che era da definirsi nelle more dell’emanazione di detto decreto.

“In Emilia Romagna la Consigliera Rontini ha svolto una interrogazione a risposta scritta – spiega Achille Abbondanza, vicepresidente FIMARP – che ha evidenziato che di fatto le regioni non possono muoversi senza i necessari passaggi attuativi da parte del Ministero della Salute. Questo però significa che i pazienti rimangono in attesa. Poter ricaricare il proprio dispositivo portatile (stroller) anche al di fuori dell'ambiente domestico e di quello ospedaliero rappresenta una sicurezza in più, oltre che una maggiore autonomia, specie in questo momento di estrema complessità. Sapere di poter contare sulla rete capillare delle farmacie territoriali non può che rappresentare una ulteriore garanzia per noi malati in ossigeno terapia.”

Lo stesso tema è stato sollevato da Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore di OMaR, durante l’audizione al Senato il 18 novembre 2020, proprio sul tema della necessità di rafforzare la medicina del territorio (e i presidi territoriali in genere) e tutte quelle buone pratiche che possano migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Di seguito il testo dell’articolo 5-ter della legge n.27 del 24 aprile 2020: “Art. 5-ter (Disposizioni per garantire l'utilizzo di dispositivi medici per ossigenoterapia). - 1. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la Federazione dei farmacisti titolari di farmacie private nonché la Federazione nazionale delle farmacie comunali, da adottare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31 luglio 2020, sono definite le modalità con cui si rendono disponibili sul territorio nazionale, attraverso le strutture sanitarie individuate dalle regioni ovvero, in via sperimentale fino all'anno 2022, mediante la rete delle farmacie dei servizi, la fornitura di ossigeno e la ricarica dei presidi portatili che, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia, garantiscono l'ossigenoterapia. Il decreto di cui al presente comma è finalizzato, altresì, ad individuare le specifiche modalità tecniche idonee a permettere la ricarica dei citati presidi in modo uniforme sul territorio nazionale, nonché le modalità con cui le aziende sanitarie operano il censimento dei pazienti che necessitano di terapia ai sensi del presente comma”.

Tutto predisposto in linea teorica, dunque, ma nella pratica i pazienti restano in attesa.

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