Un recente articolo, pubblicato su The Lancet, mette in discussione le attuali misure di controllo dell’infezione nei pazienti ospedalizzati affetti da fibrosi cistica. Secondo lo studio inglese infatti, nonostante le misure di prevenzione convenzionali, le infezioni da Mycobacterium abscessus (MAB) multi resistente sono in aumento tra i pazienti con fibrosi cistica e la causa più plausibile sembra essere la trasmissione dell’infezione da paziente a paziente.


MAB è un batterio che fa parte della famiglia dei micobatteri cosiddetti atipici, perché diversi dal micobatterio classico che è quello della tubercolosi. Come riportato da Pharmastar negli Stati Uniti, la prevalenza di MAB multi resistente nei pazienti con fibrosi cistica va dal 3 al 10%, ed è in aumento. L’infezione da parte del microrganismo causa un danno polmonare progressivo, estremamente difficile da trattare.

Per capire attraverso quali modalità i pazienti con fibrosi cistica vengono infettati da questi micobatteri, gli esperti del Cambridge Centre for Lung Infection del PapworthHospital di  Cambridge, hanno effettuato il sequenziamento dell’intero genoma e il test di suscettibilità antimicrobica su 168 isolati di MAB provenienti da 31 pazienti con fibrosi cistica. In parallelo, gli esperti hanno effettuato test ambientali dettagliati per i micobatteri atipici e, utilizzando dati epidemiologici, hanno definito le modalità di trasmissione potenziali tra pazienti dentro e fuori dall’ospedale.

Le analisi filogenetiche hanno rivelato due focolai epidemici di isolati quasi identici della sottospecie di MAB massiliense (da 11 pazienti) che differivano tra loro per meno di 10 paia di basi. Questa variazione rappresentava una diversità inferiore rispetto a quella osservata in isolati provenienti da un singolo individuo e questo indicava fortemente una trasmissione dell’infezione da paziente a paziente. I soggetti infettati da questi microrganismi avevano avuto numerose occasioni di trasmettere l’infezione ad altri individui in ospedale. Le analisi ambientali, invece, non sono riuscite a individuare le potenziali fonti di infezione. Inoltre, microrganismi resistenti costitutivamente all’amicacina e alla claritromicina sono stati isolati da diversi pazienti esposti precedentemente a macrolidi e aminoglicosidi per lunghi periodi, indicando ulteriori infezioni incrociate.

La fibrosi cistica  non costituisce un terreno particolare per lo sviluppo della tubercolosi. Sebbene la malattia respiratoria da micobatteri sia rara in corso di fibrosi cistica, l’isolamento di micobatteri non tubercolari (MNT) a crescita rapida, in particolare Mycobacterium abscessus e il complesso aviario sono descritti sempre con maggior frequenza nel decorso di questa patologia. Il complesso aviario predomina presso l’adolescente e l’adulto e sembra generalmente poco patogeno. M.abscessus, poco sensibile agli antibiotici, è la specie principale nei bambini e si comporta come un agente patogeno emergente responsabile di vere infezioni polmonari nei pazienti con fibrosi cistica. La loro riserva naturale sembra essere l’ambiente umido, soprattutto l’acqua di rubinetto del domicilio e dell’ospedale.

Come dimostra questo studio, l’aumento del numero di infezioni da parte di M.abscessus nei pazienti con fibrosi cistica può essere dovuto anche alla trasmissione interumana del microrganismo.

 

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