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Parent Project APS lancia una petizione online: Guadagnare tempo. Guadagnare anni di vita in salute per questi bambini e ragazzi

Sono 800 le famiglie di tutta Europa che si trovano sospese in angosciante attesa che il CHMP (Comitato per i medicinali per uso umano dell’EMA - Agenzia europea per i medicinali) decida sulle sorti dei loro figli con distrofia muscolare di Duchenne con mutazione non senso (nmDMD). Parliamo dell’attesa per le sorti del farmaco ataluren (nome commerciale Translarna), l’unica opzione terapeutica oggi disponibile e in commercio per questi bambini e ragazzi, che ha dimostrato, nella pratica clinica, un rallentamento dell’evoluzione della malattia, una patologia neuromuscolare genetica che conduce inesorabilmente alla disabilità gravissima e a una morte precoce.

(Clicca sull'immagine per vedere il video)
In Italia il farmaco è stato reso disponibile dal 2014, inizialmente attraverso l’EAP, (Early Access Program ai sensi della Legge 648), per i pazienti dai 5 anni in su e dal Luglio 2021 anche per i bambini con età pari o superiore ai due anni. Sono almeno 800 i pazienti europei che oggi sono attivamente in terapia con questo farmaco.

La notizia del primo parere negativo del CHMP ha duramente impattato sulla comunità Duchenne internazionale, che non si aspettava assolutamente tale decisione, come vi avevamo già raccontato a settembre. Sebbene la disponibilità del farmaco non sia mai venuta meno fino ad ora, in nessun paese Europeo, a fine gennaio si attende il parere definitivo del CHMP, che, attraverso la procedura di riesame richiesta dall’azienda produttrice,  dopo aver ascoltato un board internazionali di esperti, tra cui anche gli Italiani Prof. Mercuri e Prof.ssa Ferlini,  sarà chiamata a decidere se rinnovare l’autorizzazione all’immissione in commercio, mantenendo l’attuale autorizzazione condizionata,  o revocarne l’autorizzazione.

Per manifestare il proprio dissenso la comunità europea dei pazienti Duchenne, coordinata dall’associazione italiana Parent Project ASP, ha creato una pagina indirizzata al CHMP che contiene contributi video da parte delle famiglie dei pazienti europei (https://buysometime.eu) e una petizione appena lanciata attraverso la quale far sentire la propria voce, e chiedere al CHMP di tener ben presente che la decisione di eliminare ataluren dal commercio cancellerebbe il tempo guadagnato fino ad ora, e le speranze di 800 famiglie.

“Abbiamo deciso di dichiarare la nostra opinione al CHMP dell’EMA attraverso un video che raccoglie il punto di vista delle nostre famiglie e dei ragazzi che da tanti anni assumono ataluren – spiega Filippo Buccella, Fondatore di Parent Project ASP - e abbiamo anche avviato questa petizione per sostenere in modo più ampio una revisione della decisione del CHMP che ha cancellato 15 anni di esperienze positive con questo farmaco e che rappresenta l’unica opzione terapeutica che è indirizzata alla causa di questa particolare mutazione.”

“Nel malaugurato caso in cui il CHMP confermasse di non rinnovare l’autorizzazione condizionata - prosegue Buccella - sarà necessario capire quali possano essere le intenzioni dell’azienda produttrice, e sicuramente la nostra associazione si impegnerà a livello internazionale per fare il possibile per non cancellare questa importante opzione terapeutica che ha già dato buoni risultati fino ad oggi.”

LA PETIZIONE E IL VIDEO “BUY SOME TIME”

Riconosciamo la complessità del lavoro del CHMP – si legge nel testo della petizione, accompagnato dal video che vedete in questo articolo e la necessità di decisioni basate su metodologie conformi alle normative. Tuttavia, riteniamo che sia necessario adottare una prospettiva più ampia, valutando tutti i dati disponibili senza preconcetti.

Quello che speriamo è che il CHMP continui ad assicurare ai nostri ragazzi la possibilità di sperare.

Anche una mamma italiana, Elena Semenzato, si è schierata in prima linea nella campagna di Parent Project APS e insieme ad altre famiglie italiane ha scritto personalmente una lettera al presidente del CHMP che è stata ricevuta e che sarà letta durante la discussione pubblica della fine di Gennaio, quella che porterà alla decisione sulla autorizzazione al commercio o meno di ataluren.

Ataluren non è la cura – si legge ancora - lo sappiamo bene, ma ci permette di guadagnare tempo. E il tempo, per i pazienti affetti da DMD, è fondamentale poiché la malattia, in assenza di trattamenti specifici, progredisce rapidamente. I nostri ragazzi non hanno tempo da perdere. Le nostre famiglie non si aspettano miracoli, ci accontentiamo di una stabilizzazione, è il nostro modo per guadagnare tempo.

Rallentare gli effetti di deterioramento progressivo della DMD e preservare la funzione della parte superiore del corpo è fondamentale per i ragazzi più grandi, quanto preservare la deambulazione lo è per i più giovani. I ragazzi che hanno perso la deambulazione vogliono preservare la libertà di svolgere le funzioni quotidiane, come usare un computer portatile, guidare una sedia a rotelle, nutrirsi o trasferirsi in modo indipendente in bagno.

È fondamentale ricordare che la Duchenne è una malattia degenerativa e progressiva. Come genitori, sappiamo che il ritardo nella perdita della deambulazione significa anche ritardare l’autoalimentazione e la ventilazione, fattori significativi per le attività della vita quotidiana, e la qualità della vita stessa.

Come genitori di bambini affetti da Duchenne - prosegue la petizione - comprendiamo che ogni giorno conta e siamo gratificati nel vedere tali progressi nello sviluppo dei farmaci. Riconosciamo anche che i farmaci vengono approvati sulla base dei dati e non delle emozioni. Apprezziamo il fatto che le agenzie di regolamentazione possano essere avverse al rischio. Ma anche “non fare nulla e vedere cancellato un farmaco potenzialmente efficace” è un rischio, spesso poco preso in considerazione. Se cancelliamo ataluren, dobbiamo assumerci il rischio di non fare nulla.

ATALUREN, NESSUN DUBBIO SULLA SICUREZZA E NUOVI DATI FAVOREVOLI

Ataluren è una piccola molecola, sviluppata dalla società biofarmaceutica americana PTC Therapeutics, che interviene sui meccanismi molecolari coinvolti nella lettura dei geni e nella loro traduzione in proteine. Agisce direttamente sul danno genetico, mascherando questa mutazione e permettendo quindi la formazione della proteina funzionale. È quindi di fatto il primo trattamento che colpisce all’origine la malattia e non si limita a contrastare i sintomi.

Il farmaco ataluren è stato reso disponibile nel 2014 grazie a una procedura autorizzativa dell’EMA denominata “immissione in commercio condizionata”, valida per 5 anni e già rinnovata nel 2017. Il farmaco è destinato ai pazienti con distrofia muscolare di Duchenne con una specifica mutazione genetica chiamata “nonsenso”, che rappresenta circa il 15% delle forme Duchenne.

La procedura di autorizzazione all’immissione in commercio condizionata (CMA) è una pratica specificamente concepita per consentire una autorizzazione più rapida possibile, non appena siano disponibili dati sufficienti. La procedura CMA fornisce all’Europa un solido quadro per l’approvazione accelerata in termini di sicurezza, garanzie e controlli post-autorizzazione.
L’immissione in commercio condizionata deve, dopo una congrua tempistica necessaria a fornire ulteriori dati di supporto all’efficacia del farmaco, essere trasformata in “immissione in commercio completa”. La mancata approvazione in questo caso impedisce anche il rinnovo della procedura “condizionata”.

“La decisione del CHMP ci ha lasciati un po' sorpresi ed evidenzia le difficoltà nel processo di approvazione dei  farmaci nel campo delle malattie rare - spiegava a settembre il Prof. Eugenio Mercuri Ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica di Roma e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria infantile del Policlinico A. Gemelli - È necessario però chiarire che i dubbi espressi dall’EMA non riguardano la  sicurezza del farmaco che risulta  sempre  ottimale sia nei diversi studi clinici che nei dati del registro.”

PTC Terapeutics, azienda titolare del farmaco, con un comunicato stampa si è dichiarata “sorpresa ed estremamente delusa dalla decisione del CHMP, dato il profilo di sicurezza ed efficacia ben consolidato e favorevole di ataluren”, e ha reso noto che la mole di dati prodotta è davvero significativa. Nella documentazione trasmessa al CHMP per il riesame sono state incluse le analisi del registro “real-world” STRIDE, che comprende i dati di 300 ragazzi trattati con il farmaco, ricordando che in totale sono 3000 i pazienti trattati in tutto il mondo con il farmaco e più di 700 i pazienti che sono stati coinvolti nei trials clinici.

In particolare le analisi del registro STRIDE comprendono l’analisi dei dati elaborati sull’osservazione di 300 ragazzi che hanno assunto il trattamento per una durata media di oltre 5,5 anni, dimostrando che la terapia a lungo termine con ataluren è in grado di ritardare la perdita della deambulazione (in media) di 3,5 anni. Il registro STRIDE è il primo e più grande studio reale-world sui pazienti affetti da DMD con mutazioni nonsenso e ha raccolto dati provenienti da 64 centri per un totale di 13 Paesi, dimostrando sia l’efficacia a lungo termine che la sicurezza del farmaco. Il parere del CHMP  non ha espresso alcuna preoccupazione riguardo la sicurezza di ataluren.

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