Secondo lo studio di fase III EORTC-GIMEMA AML-19, pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology, i pazienti anziani con leucemia mieloide acuta di nuova diagnosi, non adatti a una chemioterapia intensiva, trattati in prima linea con gemtuzumab ozogamicin hanno mostrato una sopravvivenza globale (OS) significativamente più lunga rispetto a quelli sottoposti alla migliore terapia di supporto.

Nel campione trattato, l’OS mediana è stata, infatti, di 4,9 mesi nel gruppo trattato con gemtuzumab ozogamicin contro 3,6 mesi nel gruppo trattato con la miglior terapia di supporto, che comprendeva l’idrossiurea (hazard ratio 0,69; IC al 95% 0,53-0,90; P = 0,005). Inoltre, nel primo gruppo si è ottenuto un vantaggio di 14,6 punti percentuali nella sopravvivenza a un anno (24,3% contro 9,7%).

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