Secondo i risultati di uno studio olandese pubblicato online sul Multiple Sclerosis Journal pare essere contraddetta l'ipotesi secondo la quale, nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR), l’esposizione a lungo termine ad alte concentrazioni di natalizumab (NTZ) costituisca un fattore di rischio per lo sviluppo di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML).

Non solo, non si è osservato un aumento della concentrazione sierica di NTZ nel follow-up a lungo termine di pazienti trattati con questo farmaco.

Approfondisci qui la notizia.

X (Twitter) button
Facebook button
LinkedIn button

Articoli correlati

Seguici sui Social

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per ricevere Informazioni, News e Appuntamenti di Osservatorio Malattie Rare.

La riFORMA conta

Sportello Legale OMaR

Tumori pediatrici: dove curarli

Tutti i diritti dei talassemici

Le nostre pubblicazioni

Malattie rare e sibling

Speciale Testo Unico Malattie Rare

Guida alle esenzioni per le malattie rare

Con il contributo non condizionante di

Partner Scientifici

Media Partner