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Secondo i risultati di uno studio olandese pubblicato online sul Multiple Sclerosis Journal pare essere contraddetta l'ipotesi secondo la quale, nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR), l’esposizione a lungo termine ad alte concentrazioni di natalizumab (NTZ) costituisca un fattore di rischio per lo sviluppo di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML).

Non solo, non si è osservato un aumento della concentrazione sierica di NTZ nel follow-up a lungo termine di pazienti trattati con questo farmaco.

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