Nicolas e famiglia

Mamma Séverine racconta la sindrome che ha colpito suo figlio Nicolas e lancia un appello: “Sarebbe bellissimo conoscere altri pazienti e famiglie italiane con la stessa diagnosi”

Torino – Eptacaidecafobia (dal greco “eptakaideka”, 17 e “phobos”, paura), significa paura del numero 17. Per i più superstiziosi la sfortuna arriva al suo apice se il 17 è abbinato al giorno venerdì (almeno in Italia, perché nei Paesi anglosassoni il numero incriminato è invece il 13). Ed era proprio un venerdì 17 quando Nicolas, dopo anni di attesa, scoprì il nome della malattia dalla quale era affetto sin dalla nascita: il deficit del trasportatore della creatina, o CRTR-D, dall'inglese creatine transporter deficiency; una patologia rarissima, con soli 130 casi segnalati nel mondo. Ma per i suoi genitori quello è stato un giorno fortunato, perché da tanti anni erano in cerca di una spiegazione.

Nicolas oggi ha 18 anni, vive in Piemonte con la mamma francese e il papà italiano ed è un ragazzo solare e sereno. “Era un neonato poco attivo, non riusciva a stare seduto e ha fatto i primi passi a due anni; in seguito ci siamo accorti che aveva anche delle difficoltà di apprendimento e dei comportamenti strani. Inoltre, ha sempre avuto problemi di peso, di crescita, di bassa statura, di sospette allergie... insomma, tante cose non quadravano”, racconta la mamma, Séverine.

“La neuropsichiatra gli diagnosticò un ritardo cognitivo unito a iposomatismo [la riduzione rispetto alla media normale non solo dell'altezza ma anche di tutte le altre parti del corpo, N.d.R.], e nonostante diverse indagini non siamo mai riusciti a saperne di più. Dall'età di due anni ha iniziato a fare sedute di logopedia e psicomotricità, tre o quattro volte la settimana. Inoltre, è stato sottoposto per più di dodici anni a una terapia a base di ormone della crescita (GH), di cui era carente. Il trattamento ha funzionato benissimo e mio figlio è riuscito ad arrivare oltre l'obiettivo del metro e 63 centimetri; sembra che comunque questo bisogno di ormone della crescita non fosse legato alla CRTR-D, i cui malati, però, sono spesso molto magri come Nico”.

UNA MALATTIA RIMASTA MISTERIOSA PER 18 ANNI

I genitori di Nicolas hanno sempre continuato a fare ricerche e non si sono mai accontentati di quella diagnosi di ritardo cognitivo: troppo generica, e soprattutto non toglieva il dubbio che si trattasse di una malattia ereditaria. La preoccupazione, infatti, riguardava anche il fratello maggiore di Nicolas, Thomas: se i genitori fossero stati portatori di quella patologia, anche lui avrebbe potuto ereditarla e trasmetterla ai figli. Così, l’esoma di Nicolas e quello dei genitori fu analizzato alla ricerca di varianti nei geni associati a disturbi del neurosviluppo, e i campioni furono inviati negli Stati Uniti, presso il Seaver Autism Center for Research and Treatment (Icahn School of Medicine at Mount Sinai, New York).

Si sapeva già che i tempi per avere il risultato sarebbero stati lunghi, ma a peggiorare le cose arrivò la pandemia di COVID-19. Passarono così ben tre anni: ormai la famiglia non pensava più a quelle analisi e partì per una vacanza a New York. E proprio lì, in quel venerdì 17, arrivò la telefonata del genetista: “Non speravo più di ottenere una diagnosi”, racconta Séverine. “Nico dice scherzosamente che mentre faceva shopping a New York ha trovato il suo gene e lo ha riportato con sé. Per fortuna, dalle analisi è risultato che la mutazione di Nico è de novo, ovvero non ereditata da noi, quindi ci siamo tolti una preoccupazione anche per Thomas. In ogni caso il genetista mi ha assicurato che quando sarà il momento e se ne sentirà il bisogno, potrà richiedere una consulenza per avere maggiori informazioni”.

In Italia non è presente un'associazione pazienti dedicata esclusivamente a questa condizione, perciò i genitori di Nicolas hanno deciso di lanciare un appello tramite OMaR: “Forse siamo destinati a rimanere isolati, ma sarebbe bellissimo conoscere e incontrare altri pazienti e famiglie italiane con la stessa diagnosi, per condividere le nostre esperienze, sostenerci a vicenda e agire, come fanno le associazioni ACD negli Stati Uniti e Xtraordinaire in Francia”. Proprio tramite quest'ultima, e grazie alla Fondazione Telethon, Séverine è riuscita a mettersi in contatto con l'IRCCS Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa), dove presto Nicolas verrà visitato dalla prof.ssa Roberta Battini.

Da anni il Centro pisano, sotto la guida scientifica del prof. Giovanni Cioni, si occupa dei deficit della creatina, e il gruppo della prof.ssa Battini è uno dei principali punti di riferimento a livello nazionale per la diagnosi e il follow-up del CRTR-D. Infatti, l'intero iter diagnostico, che prevede dosaggi biochimici della creatina, risonanza magnetica e analisi genetiche, viene effettuato presso la Fondazione Stella Maris anche grazie al contributo dei laboratori dedicati presenti all'interno dell'Istituto; in particolare il laboratorio di biochimica (dr.ssa Maria Grazia Alessandri), che ha messo a punto negli anni i dosaggi di creatina e metaboliti su sangue e urine, test fondamentali per la diagnosi di questa rara patologia neurometabolica. Inoltre, la prof.ssa Battini – in collaborazione con la dr.ssa Laura Baroncelli e con il team de La Sapienza di Roma diretto dal prof. Vincenzo Leuzzi – sta cercando di mettere a punto nuovi protocolli di trattamento.

I SINTOMI, IL TRATTAMENTO E LE SPERIMENTAZIONI

I responsabili del CRTR-D sono dei difetti a carico del gene SLC6A8, il quale codifica per una proteina denominata trasportatore della creatina. La sindrome, descritta per la prima volta nel 2001, colpisce prevalentemente i maschi e in misura minore le femmine; è caratterizzata da ritardo dello sviluppo globale e disabilità cognitiva, ritardo del linguaggio, problemi comportamentali (per esempio disturbo da deficit di attenzione/iperattività e disturbo dello spettro autistico), crisi epilettiche e ipotonia. Séverine, non appena ha conosciuto la diagnosi di Nicolas, ha contattato il servizio Info_rare di Telethon, che le ha fornito delle informazioni molto dettagliate sulla patologia di suo figlio.

“Tenendo conto dei 130 casi ad oggi pubblicati, l'esordio delle prime manifestazioni cliniche varia da 4 a 54 mesi. La disabilità cognitiva è presente, da lieve a grave, in tutti gli individui maschi affetti. Nei maschi affetti di età superiore ai dieci anni, il 14% non ha sviluppato il linguaggio, il 55% è in grado di pronunciare parole singole e il 31% è in grado di pronunciare frasi. Le convulsioni sono presenti nel 59% dei pazienti, mentre l'ipotonia nel 40%. I disturbi del comportamento sono stati segnalati nell'85% dei maschi affetti e principalmente riguardano il deficit di attenzione e/o l'iperattività (55%) e le caratteristiche autistiche (41%)”, scrive Info_rare.

“Ad oggi il deficit di CRTR viene trattato con creatina monoidrato orale e supplementazione di arginina e glicina. Il ritardo dello sviluppo, la disabilità intellettiva e i problemi comportamentali sono gestiti con un programma educativo e terapeutico individualizzato, come anche le crisi epilettiche”, spiega il servizio di Telethon. “Se prendiamo in considerazione le pubblicazioni italiane, il maggior contributo alla conoscenza della malattia è stato dato dal dipartimento clinico di Neuroscienze dell'età evolutiva della Fondazione Stella Maris. La Fondazione Telethon ha recentemente finanziato un progetto coordinato dalla dr.ssa Laura Baroncelli, che lavora presso il dipartimento pisano. Il progetto, avviato nel 2020 e della durata di quattro anni, si prefiggeva di esplorare come i circuiti cerebrali siano influenzati dalla deplezione di creatina e di elaborare strategie di terapia genica per curare i sintomi associati alla patologia (in particolare, nel modello animale di malattia, con la somministrazione di una copia funzionale del gene del trasportatore della creatina)”. Purtroppo questo progetto di studio è ancora agli inizi, e passerà ancora molto tempo prima di poter passare a eventuali sperimentazioni sull'uomo.

Ma Séverine non si dà per vinta:Sappiamo che ci sono due aziende coinvolte nella ricerca di un trattamento, in Francia e negli Stati Uniti, con l'obiettivo di poter avviare trial clinici alla fine del 2024. Ma anche altri laboratori sono attivi nella ricerca in Svizzera, Stati Uniti e Canada, e questo fatto ci dà molte speranze”.

Chiunque volesse fare una segnalazione riguardo alla patologia di Nicolas, oppure mettersi in contatto con i suoi genitori, può inviare una e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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