One brain One Health”: arriva il Manifesto sulla salute del cervello

Promosso dalla Società Italiana di Neurologia e presentato a Roma in occasione della Settimana del cervello, il documento stabilisce le priorità di azione della Strategia italiana 2024-2031

Tutti insieme per migliorare l’efficacia degli interventi e per diminuire l’impatto delle patologie neurologiche e mentali che colpiscono oggi oltre la metà della popolazione italiana e, a livello globale, costituiscono la principale causa di disabilità e la seconda causa di mortalità. È questo lo scopo della Strategia italiana per la salute del cervello 2024-2031 e del Manifesto “One Brain, one Health”, presentati lo scorso 12 marzo a Roma dalla Società Italiana di Neurologia (Sin), in occasione della Settimana del Cervello 2024 (11-17 marzo).

La Strategia italiana nasce per implementare il Piano Globale di Azione per l’epilessia e le altre malattie neurologiche varato dall’OMS nel 2022 e si fonda sull’alleanza tra quanti, in diverse forme e modi, si occupano di neurologia, psichiatria, neuropsichiatria, psicologia, neuroriabilitazione e, in generale, di ricerca e cura in neuroscienze. Secondo i promotori dell’iniziativa, infatti, soltanto la collaborazione tra tutti gli attori del panorama socio-sanitario, e in particolare tra quanti si occupano a vario titolo della salute del cervello, potrà garantire un’azione efficace nell’ambito della programmazione sanitaria, della prevenzione, della ricerca, della diagnosi, della cura, della riabilitazione e del sociale.

TANTI DISTURBI, UN UNICO CERVELLO

La Strategia italiana per la salute del cervello 2024-2031 parte dal presupposto che, benché le malattie siano tante, il cervello è uno solo e che non possa esistere un concetto di salute che non tenga conto, appunto, della salute del cervello. Da qui il titolo del manifesto “One Brain, one Health”, che definisce i punti cardine della Strategia e ne delinea le priorità di azione. “One Brain perché riteniamo che tutti i cervelli e tutte le malattie del cervello, siano esse psichiatriche, neurologiche o neurochirurgiche, siano esse croniche o acute, siano o meno correlate a condizioni relazionali o psicologiche, hanno lo stesso diritto di protezione e cura durante tutto l’arco della vita – ha spiegato il presidente della Sin, Alessandro Padovani, dinanzi a una platea formata da rappresentati istituzionali, società scientifiche, associazione di pazienti e familiari –. One Health perché siamo convinti che la salute del cervello è strettamente connessa alla salute nella sua accezione più ampia e globale, che include le persone, le comunità, gli animali, l’ambiente”.

COSA PREVEDE IL MANIFESTO

Sono 5 i fattori essenziali per la salute del cervello identificati dal Piano Globale di Azione per l’epilessia e le altre malattie neurologiche dell’OMS: salute fisica, ambienti sani, sicurezza e protezione, apprendimento e connessione sociale, accesso a servizi di qualità. E 5 sono le linee di indirizzo enunciate all’interno del Manifesto. Si tratta, in primo luogo, di rafforzare la governance attraverso l’inclusione del tema della salute del cervello nell’ambito delle iniziative istituzionali, nazionali e regionali e l’istituzione presso il ministero della Salute di un Tavolo interdisciplinare per monitorare l’implementazione della Strategia italiana 2024-2031. Il secondo obiettivo è quello di fornire diagnosi, cura, e trattamenti efficaci, tempestivi e mirati grazie al potenziamento delle strutture sanitarie, al rafforzamento delle reti territorio-ospedale e allo sviluppo di specifici modelli di cura di prossimità. Il terzo punto prevede l’attuazione di strategie di promozione e prevenzione delle malattie del cervello da realizzare mediante l’elaborazione di programmi di educazione e formazione su stili di vita sani e la promozione di campagne nazionali di sensibilizzazione e informazione. Al quarto punto c’è poi la promozione della ricerca, dell’innovazione e dei sistemi informativi da portare avanti anche valorizzando la sinergia pubblico-privato. E, infine, il quinto punto evidenzia la necessità di rafforzare l’approccio di sanità pubblica per i disturbi neurologici e mentali, adottando soluzioni concrete per proteggere il cervello durante l’intero arco della vita e rafforzando il riconoscimento della figura dei caregiver familiari e del valore socioeconomico dell’attività di cura non professionale.

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