DM ausili e protesi per lo sport

Anita Pallara (Famiglie SMA): “gravi l’esclusione dei minori e il vincolo di scelta tra una protesi e un ausilio”

Con un Decreto congiunto, il Ministero della Salute e Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno decretato il diritto, in via sperimentale, all’assegnazione di ausili e protesi degli arti inferiori e superiori a tecnologia avanzata e con caratteristiche funzionali allo svolgimento di attività sportive amatoriali, per gli invalidi civili amputati di arto e/o gli affetti da paraparesi o paraplegia o tetraparesi che praticano, o sono in grado di praticare, attività motorie o sportive amatoriali individuali, in una fascia d’età compresa tra i 10 e i 64 anni.

Per i minori di anni 18 non è prevista la certificazione di accertamento dell’invalidità civile, di conseguenza neanche possibilità di utilizzare queste protesi di ultima generazione.

“Chissà se Bebe Vio o Oscar Pistorius avrebbero raggiunto gli stessi risultati se non avessero potuto allenarsi fin da bambino e familiarizzare con le proprie protesi a uso sportivo. – A chiederselo è Anita Pallara, presidente dell’associazione Famiglie SMA e atleta di powerchair football – Consentire ai ragazzi di mettersi in gioco fin dalla più tenera età è fondamentale, – prosegue Pallara – e altrettanto lo è permettere loro di familiarizzare con la propria disabilità e tutti quei “supporti”, che si tratti di carrozzine o di protesi, che possono metterli nelle condizioni di vivere lo sport appieno. Lo stesso Consiglio dell’Unione Europea, con l’approvazione delle conclusioni sull’accesso allo sport per le persone con disabilità (2019/C 192/06 - G.U.E. 07/06/2019) ha invitando con forza gli Stati a fornire sostegno finanziario alle organizzazioni dedite alla promozione dello sport per le persone con disabilità, a promuovere la partecipazione delle persone con disabilità alle attività sportive ordinarie a tutti i livelli, per contribuire all’efficace assolvimento della funzione sociale ed educativa dello sport. Il fatto che ai minori d’età non venga, salvo rari casi, attribuita una percentuale d’invalidità non significa che quest’ultima non sia riconosciuta. Per quando si possa rilevare la bontà d’intenti nell’iniziativa promossa dai due ministeri di Salute ed Economia, escludere i più giovani dall’accesso a protesi e ausili di ultima generazione rappresenta una disparità di trattamento ottusa, oltre che ingiustificata”.

CHE TIPO DI AUSILI SONO CONCESSI

Il dettaglio dei prodotti prescrivibili e richiedibili in questa prima fase sperimentale è contenuto nell’Allegato 1 al Decreto Ministeriale.

Tra le protesi sono inseriti: piede a restituzione d’energia (codice 06.24.21.266), ginocchio polifunzionale monocentrico a frizione con controllo idraulico della flesso-estensione (codice 06.24.21.380) e mano mioeletrica tri-digitale a controllo proporzionale senza guanto cosmetico (codice 06.18.21.195).

Tra gli ausili, invece, troviamo: carrozzina da danza sportiva (codice 12.22.03-L77A), carrozzina da tennis (codice 30.09.27-L77), carrozzina sportiva per tiro a segno (codice 12.22.03-L77B), carrozzina da scherma (codice 12.22.03-L77C), monosci (codice 30.09.36-L77A), slittino (codice 30.09.36-L77), handbike (codice 12.18.09-L77) e race wheelchair (carrozzina per atletica leggera) (codice 12.18.09-L77A).

QUALI CARATTERISTICHE RISPETTARE PER POTER FARE RICHIESTA

Al fine di poter accedere all’erogazione dei suddetti dispositivi, è richiesto un certificato di idoneità allo svolgimento di attività ludico motorie sportive, sulla base di una richiesta formulata dall’interessato, rilasciato da medici specialisti in medicina dello sport dipendenti o convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, nonché la prescrizione formulata secondo il modello di cui all’Allegato 2 dello stesso decreto.

La prescrizione dei dispositivi è effettuata dal medico specialista competente per patologia, dipendente o convenzionato con il SSN, secondo le modalità organizzate dalle regioni / province autonome. Il medico specialista è tenuto a effettuare anche il collaudo.

La presentazione della domanda di adesione alla sperimentazione deve essere corredata dalla certificazione ISEE. Quest’ultima, infatti, viene identificata come criterio di selezione e graduatoria. La definizione di eventuali limiti di spesa spetterà alle istituzioni regionali / provinciali e sarà probabilmente variabile alla luce dei singoli tetti di spesa previsti dal Decreto per le singole Regioni / Provincie Autonome, indicati nell’Allegato 3 del DM.

COME VIENE GESTITA L’ASSEGNAZIONE DEGLI AUSILI

L’erogazione delle protesi e degli ausili è garantita dal Servizio sanitario nazionale (SSN) nei limiti di spesa previsti, pari a 5 milioni di euro. La definizione dei tempi e delle modalità di presentazione delle domande da parte dei richiedenti del beneficio è demandata alle regioni e province autonome, nel rispetto del proprio sistema di organizzazione con gli enti del Servizio sanitario regionale.

In considerazione del rispetto del citato limite di spesa, per il periodo di durata della fase sperimentale, l’erogazione di componenti protesici (Allegato 1, punto 1) esclude, per il medesimo assistito, l’erogazione di un ausilio tra quelli indicati al punto 2 del medesimo allegato, ovvero in particolare carrozzine, monosci, slittini e handbike. I soggetti con disabilità fisica, dunque, per ora saranno costrette a scegliere tra una protesi o un ausilio.

In caso di amputazione bilaterale di arto, invece, è prevista l’erogazione di più componenti protesici nell’ambito della stessa fornitura.

“Tanto quanto non sembra corretto escludere i minorenni dall’accesso a prodotti di ultima generazione – commenta su questo aspetto Anita Pallara – non lo è nemmeno costringere le persone con disabilità fisica a dover scegliere tra una protesi e una carrozzina (o altro ausilio). Da sportiva posso dire che non sempre il primo tentativo di scelta del “supporto” da utilizzare per lo sport va a buon fine. Una protesi o un ausilio sono come il paio di scarpe per un corridore, la racchetta per un tennista o la bici per un ciclista, può volerci tempo per trovare quello che performa al meglio. Vincolare una persona con disabilità alla scelta alternativa di un ausilio o una protesi rappresenta una limitazione non banale, di cui si dovrebbe tenere conto”.

Le intere protesi e gli ausili erogati sono ceduti in proprietà all’assistito. Non è prevista la sostituzione, ed eventuali riparazioni, anche di singole componenti oggetto della sperimentazione, sono da considerarsi a carico dell’utente.

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