Articolo 38 della Costituzione, il Senato approva all’unanimità la riforma che supera il termine “minorati”

Il Disegno di Legge Costituzionale riconosce alle persone con disabilità il diritto all’autonomia e alla partecipazione

Nessun voto contrario: l’Aula del Senato si è espressa all’unanimità per eliminare dall’articolo 38 della Costituzione la parola “minorati” e per riconoscere il diritto delle persone con disabilità all’autonomia e all’effettiva partecipazione alla vita politica, economica e sociale. L’approvazione è arrivata mercoledì 4 novembre, in prima deliberazione, sul disegno di legge costituzionale n. 1299. Il provvedimento passa ora alla Camera dei deputati per la seconda lettura.

COSA CAMBIA NEL TESTO

Oggi il terzo comma dell’articolo 38 recita: “Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale”. È una formulazione che risale al 1948 e che, con il tempo, ha assunto una connotazione negativa. Secondo quanto illustrato in Aula dal relatore, il senatore Lorenzo De Priamo (FdI), la nuova versione sostituisce quel termine e affida alla Repubblica il compito di riconoscere e garantire l’autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità attraverso la rimozione degli ostacoli che ne impediscono l’esercizio. Il testo votato è il risultato di un ulteriore approfondimento in Commissione Affari costituzionali, chiesto sia dalla maggioranza sia dall’opposizione. Il ddl, a prima firma del senatore Antonio Guidi (FI), era stato presentato a novembre 2024. Nel suo intervento il relatore ha ricordato anche le politiche già avviate per l’inclusione e il sostegno delle persone con disabilità.

IL DIBATTITO IN AULA

Durante la discussione generale hanno preso la parola i senatori Felicia Gaudiano, Cataldi (M5S) e Scalfarotto (IV). Il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli ha poi sottolineato che occorre garantire la piena partecipazione delle persone con disabilità e superare gli ostacoli che ancora ne frenano l’inclusione nella società, compresi quelli di natura culturale. Per le dichiarazioni di voto sono intervenuti i senatori Giusy Versace (Cd’I), Dafne Musolino (IV), Lombardo (Az), Daniela Ternullo (FI-BP), Mazzella (M5S), Daisy Pirovano (LSP), Sandra Zampa (PD) e Lavinia Mennuni (FdI).

LA CAMPAGNA “LA RIFORMA CONTA”

Anche Osservatorio Malattie Rare ha chiesto questa modifica. A febbraio, durante la XII edizione del Premio OMaR, ha lanciato insieme alle associazioni dell’Alleanza Malattie Rare la campagna “La riFORMA conta. Il rispetto passa anche dalle parole”. Il cuore dell’iniziativa è una lettera all’Ufficio di Presidenza della Commissione Affari costituzionali del Senato, che in meno di una settimana è stata sottoscritta da 110 associazioni. Nella lettera le associazioni chiedevano che la riforma “venga attuata nel minor tempo possibile e con la massima condivisione”. Il voto unanime del 4 novembre risponde almeno alla seconda richiesta. “È una questione di forma, ma nel diritto spesso la forma è sostanza”, aveva detto al lancio della campagna la direttrice di OMaR, Ilaria Ciancaleoni Bartoli.

OMaR continuerà a seguire l’iter della riforma. L’auspicio è che i prossimi passaggi alla Camera e nelle seconde deliberazioni avvengano senza battute d’arresto, così da arrivare in tempi brevi a un testo costituzionale che parli delle persone con disabilità con parole rispettose.

Clicca qui per leggere il testo approvato.

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