È stata infatti individuata una proteina utilizzabile come marker e che, se bloccata con la terapia genica, potrebbe portare alla regressione della malattia

Una nuova speranza per i malati di ipertensione polmonare arriva dal Canadian Cardiovascular Congress che si è tenuto a Montreal dal 23 al 27 ottobre scorso: anche per questa malattia potrebbe infatti essere possibile trovare in futuro un’applicazione della terapia genica. I ricercatori della Heart and Stroke Foundation hanno infatti scoperto in una proteina chiamata PIM-1 quello che potrebbe essere definito un sistema di allarme in grado di indicare a quale livello di gravità è la malattia.
“Abbiamo scoperto – ha infatti detto Sébastien Bonnet, professore alla Laval University e ricercatore presso il Centre Hospitalier Universitaire de Québec, nel corso del congresso – che queste cellule possono di fatto essere usate come marker per la malattia. Nei campioni di sangue la misura del PIM 1 è correlata alla gravità dell’ipertensione”. Ciò significa che livelli più alti di questa proteina nel sangue indicano in quadro clinico di ipertensione polmonare peggiore. Ma non è questa l'unica notizia poichè importanti novità potrebbero venire dallo stesso studio relativamente alla possibilità di una terapia genica in grado addirittura di far regredire la malattia. La possibilità di avere un marker è particolarmente importante perchè comporterebbe la possibilità di monitorare, attraverso un semplice esame del sangue periodico, l’andamento della malattia nei malati e il grado di progressione e tarare in maniera adeguata le terapie. Attualmente molti casi di malattia vengono diagnosticati quando questa è in fase avanzata e lo stato di avanzamento della malattia viene misurato attraverso i risultati di test ‘sotto sforzo’ della durata di 6 minuti.
La scoperta di questa variazione della proteina PIM 1 nei casi di ipertensione però potrebbe rappresentare una novità importante non solo sotto il profilo, comunque importante, della diagnosi, ma anche per la terapia. I ricercatori infatti hanno verificato che proprio andando a bloccare questa proteina si può avere un effetto terapeutico nei malati soprattutto per frenare  e addirittura rovesciare la progressione della malattia.
“Abbiamo verificato – ha detto ancora Bonnet -  che utilizzando la terapia genica per inibire l'attivazione inappropriata di questa proteina si può avere un rovesciamento della malattia".
Affermazioni forti e forse un po’entusiastiche, considerando che attualmente sono ancora molti i problemi da risolvere nelle terapie geniche, ma giustificate anche dal fatto che fino ad oggi i malati di ipertensione polmonare hanno dovuto accontentarsi di quale terapia farmacologia per migliorare la qualità di vita ma in nessun modo fino ad ora si era trovato un meccanismo che fosse effettivamente in grado di invertire il processo della malattia.

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