Roma – Un medico e un amministrativo: sarebbero queste, secondo l'Associazione Nazionale Ipercolesterolemia Familiare (ANIF), le due figure che servirebbero per riportare il personale del Centro Regionale Lazio – Malattie Rare Neurometaboliche – Tecniche Terapeutiche Extracorporee – Gravi Dislipidemie Genetiche del Policlinico Umberto I, diretto dalla prof.ssa Claudia Stefanutti, al livello del 2017, ed evitare disagi ai pazienti che seguono un trattamento extracorporeo salvavita: l'aferesi delle lipoproteine. L’Associazione, presieduta da Domenico Della Gatta, ne parla in una lettera aperta inviata al Direttore Generale del Policlinico, pubblicata sul sito dell’associazione e inviata per conoscenza anche alla nostra redazione.

Stando a quanto scritto da Della Gatta, tutto è cominciato nel febbraio 2017, quando il Policlinico ha rifiutato la proposta di erogazione di un contributo liberale da parte dell'ANIF, per la prosecuzione del progetto “Screening, diagnosi e terapia delle gravi dislipidemie geneticamente determinate”. “Questo contributo – scrive l'Associazione - permetteva da diversi anni all'Azienda di rinnovare due contratti di collaborazione a progetto: il primo a un medico chirurgo altamente specializzato e di pluriennale esperienza nella cura dei pazienti affetti da queste patologie; il secondo a un assistente del settore amministrativo, per la gestione protocollare delle relative pratiche”. L’ANIF spera, con la lettera aperta, di poter direttamente arrivare a un dialogo con il direttore del Policlinico, visto che i colloqui fatti fino ad ora tra il legale dell'associazione, l’avv. Delia Palmieri, e l’Ufficio Risorse Umane del Policlinico, non avrebbero dato esiti soddisfacenti.

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