Da questo si ricava un antibiotico utile per contrastare i ‘cattivi’ Acinetobacter baumanii.

In questi giorni sentiamo continuamente parlare di ‘batterio killer’, un termine che potrebbe rafforzare i molti pregiudizi sui batteri. In effetti alcuni sono veramente pericolosi, ma molti vivono normalmente nel nostro corpo e spesso hanno anche un ruolo importante nel mantenerlo in equilibrio e nel tenere lontani alcuni ‘batteri cattivi’. Una conferma di questo tipo è appena arrivata da una articolo pubblicato sulla rivista Chemistry & Biology e firmato dal dottor Eshwar Mahenthiralingam e dal suo gruppo di ricercatori presso l’ Università di Cardiff.

Da circa 10 anni  i ricercatori inglesi tenevano sotto osservazione il Burkholderia, un gruppo costituito da circa 35 specie di batteri. La prima scoperta che aveva attirato su questi l’attenzione era stata che circa un quarto dei batteri Burkholderia hanno una attività antibiotica molto forte sui patogeni multi-resistenti come MRSA.
Di uno di questi, il batterio Burkholderia ambifaria, s’è poi scoperta avere delle capacità la capacità anti Gram-negativi. In sostanza questo batterio sarebbe capace di contrastare alcuni microbi patogeni farmaco resistenti che talvolta generano infezioni nei pazienti affetti da Fibrosi Cistica. Partendo da queste conoscenze i ricercatori hanno proseguito gli studi e sono riusciti a produrre ben due diversi antibiotici chiamati enacyloxins, farmaci molto potenti attivi su batteri resistenti, in particolare contro l'Acinetobacter baumanii, un gruppo di batteri per i quali attualmente non ci sono nemmeno linee guida specifiche per il loro trattamento nel caso colonizzino le vie respiratorie di pazienti affetti da FC.



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