I 4 milioni e 390mila euro saranno ripartiti in base a numero di pazienti e popolazione residente. Il criterio è adottato sia per i fondi sull'assistenza che per quelli destinati ai progetti di ricerca

Roma – La Conferenza Stato – Regioni lo scorso 25 ottobre ha deliberato l’assegnazione alle Regioni della quota vincolata per prevenzione e cura ella fibrosi cistica proveniente dal Fondo Sanitario Nazionale 2011. Si tratta di un totale di 4.390.000 euro che saranno ripartiti tra le Regioni in base a due criteri, il numero di pazienti e la popolazione residente. Questo criterio viene utilizzato sia per l’assegnazione dei fondi destinati all’assistenza, che sono in totale 3.100.000 euro, che per quelli destinati, invece, ai progetti di ricerca.

A questi ultimi sono destinati 1.290.000 euro, che però non verranno assegnati subito perché, come è già avvenuto in passato, sarà necessaria prima a valutazione dei progetti fatta da una apposita commissione. Anche questa volta però i fondi per la ricerca finiranno per essere usati ‘a pioggia’, suddivisi cioè in una serie di progetti diversi condotti da diversi gruppi di ricercatori. Un criterio un po’ discutibile che privilegia il dare un po’ a tutti per non scontentare nessuno piuttosto che quella, più funzionale, di spingere a studi multicentrici che facciano lavorare insieme le persone più competenti e favoriscano progetti di più ampia portata.
Nella proposta di deliberazione fatta dal Ministero si legge, infatti, che “la Conferenza Stato Regioni, in data 8 maggio 2003, a fronte delle difficoltà riscontrare nella valutazione dei fabbisogni legati ai progetti di ricerca presentati dalle Regioni, ha suggerito di ripartire la quota per la ricerca con gli stessi criteri adottati per quella destinata all’assistenza”. 
Una ‘difficoltà’ che, dopo 9 anni, non è stata risolta. In ogni caso, comunque, qualsiasi sia la ripartizione dei fondi la ricerca dovrà attendere ancora un po’ prima che siano a disposizione.
Da queste ripartizioni sono comunque escluse le Regioni Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e province autonome di Trento e Bolzano mentre per la Sicilia è stata operata una riduzione pari al 49,11 per cento.
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