Pubblicati i dati finali dello studio di Fase III VISIONARY: il declino renale dei pazienti trattati si avvicina a quello fisiologico
Un solo paziente su 259 trattati con sibeprenlimab, contro 28 su 251 nel gruppo placebo: è il bilancio, a due anni, dei casi di grave peggioramento della funzione renale o di insufficienza renale registrati nello studio VISIONARY, condotto su adulti con nefropatia primaria da immunoglobulina A (IgAN) a rischio di progressione. In termini di rischio, il dato corrisponde a una riduzione del 97,1% rispetto al placebo. I risultati finali della sperimentazione, annunciati da Otsuka Pharmaceutical Europe, sono stati presentati a Denver durante l’American Society of Nephrology (ASN) Kidney Week 2026, con una presentazione orale nella sessione plenaria di apertura e un poster late-breaking.
I RISULTATI SULLA FUNZIONE RENALE
L’esito valutato era di tipo composito: veniva considerato raggiunto quando si verificava almeno uno tra raddoppio persistente della creatinina nel sangue, riduzione persistente del 40% dell’eGFR (la velocità di filtrazione glomerulare stimata, principale indice dell’efficienza dei reni), eGFR stabilmente inferiore a 15 mL/min/1,73 m² oppure necessità di terapia sostitutiva renale, cioè dialisi o trapianto. Ogni condizione doveva essere confermata da due misurazioni a distanza di almeno quattro settimane. Si tratta di un endpoint secondario dello studio.
Il vantaggio del gruppo trattato emerge in ciascuna componente: un calo dell’eGFR di almeno il 40% si è verificato in 1 paziente contro 28, il raddoppio della creatinina in nessun paziente contro 13, un eGFR sotto 15 in 1 paziente contro 10. Nessuno dei pazienti trattati con sibeprenlimab ha dovuto iniziare la terapia sostitutiva renale, a fronte di 5 nel gruppo placebo.
A due anni, la funzione renale è rimasta sostanzialmente invariata con sibeprenlimab (+1,3 mL/min/1,73 m² rispetto all’inizio dello studio), mentre nel gruppo placebo è scesa di 7,9 mL/min/1,73 m². La differenza tra i due gruppi è di 9,2 mL/min/1,73 m², un risultato statisticamente significativo. Lo studio aveva già centrato il proprio endpoint primario: la riduzione, a nove mesi, del rapporto tra proteine e creatinina nelle urine delle 24 ore (uPCR), un indicatore della quantità di proteine perse attraverso i reni.
L’OBIETTIVO DELLE LINEE GUIDA KDIGO
Secondo quanto riportato nel comunicato, VISIONARY è il primo studio di Fase III nella IgAN a raggiungere l’obiettivo terapeutico fissato nel 2025 dalle linee guida internazionali KDIGO: rallentare la perdita di funzione renale fino a valori vicini a quelli fisiologici, ovvero un declino dell’eGFR inferiore a 1 mL/min/1,73 m² all’anno per molti adulti.
IL PROFILO DI SICUREZZA
Nei due anni di osservazione sibeprenlimab è stato generalmente ben tollerato. Le percentuali di eventi avversi complessivi (90,7% contro 90,0%), di infezioni (51,4% contro 51,0%) e di reazioni nel sito di iniezione sono risultate simili a quelle del placebo. Non sono emersi nuovi segnali di sicurezza rispetto alle analisi precedenti e le infezioni gravi sono state meno frequenti nel gruppo trattato (1,9% contro 4,0%), così come gli eventi avversi seri e severi e le interruzioni del trattamento.










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