Mobilità sanitaria

Calabria, Campania e Sicilia guidano gli spostamenti in uscita dal territorio. Nel 2024 flussi stabili dopo il recupero post-pandemia: quasi 700 mila ricoveri fuori residenza

Quasi 700 mila ricoveri fuori dalla propria Regione di residenza e una geografia sanitaria che resta profondamente divisa: nel 2024 la mobilità ospedaliera torna stabile dopo la fase di recupero seguita alla pandemia. Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto si confermano i principali poli di riferimento per i pazienti in arrivo da altri territori, mentre Calabria, Campania e Sicilia registrano i maggiori flussi in uscita.

Nel dettaglio, secondo il Rapporto annuale del Ministero della Salute sull’attività di ricovero, basato sui dati delle Schede di dimissione ospedaliera (SDO) 2024, i ricoveri fuori Regione per acuti in regime ordinario sono stati 477.407, pari all’8,6% del totale, mentre nel regime diurno hanno raggiunto quota 161.794, corrispondente al 9,6% delle dimissioni complessive. Sommando anche le prestazioni in riabilitazione e lungodegenza, il totale dei ricoveri effettuati in altre Regioni sale a 691.640.

STABILIZZAZIONE DOPO IL RECUPERO POST-PANDEMIA

Il Rapporto evidenzia come il drastico calo dei flussi registrato nel 2020, durante l’emergenza Covid-19, sia stato seguito da una progressiva ripresa nel biennio 2021-2022, fino al ritorno ai livelli pre-pandemici. Dal 2023 il fenomeno si è sostanzialmente stabilizzato, andamento confermato anche dai dati del 2024.

Nell’interpretazione degli spostamenti pesa anche la cosiddetta “mobilità di confine”, vale a dire il ricorso a strutture situate in territori limitrofi, spesso determinato dalla vicinanza geografica e dalla facilità di accesso più che da differenze nella qualità dell’offerta sanitaria.

RICOVERI ORDINARI: NORD E CENTRO CONFERMANO IL LORO RUOLO DI POLI SANITARI

L’analisi dei flussi in entrata e in uscita evidenzia una marcata polarizzazione territoriale. Nel Rapporto il saldo è calcolato come differenza tra i residenti che si ricoverano fuori dalla propria area di residenza e i pazienti provenienti da altri territori ricoverati localmente; valori negativi indicano una maggiore capacità di attrarre pazienti.

Per quanto riguarda i ricoveri ordinari per acuti, l’Emilia-Romagna si conferma la principale Regione attrattiva, che con un saldo di -63.613 precede la Lombardia (-53.778) e il Veneto (-15.390). Seguono Lazio (-9.515), Toscana (-8.187) e Provincia autonoma di Bolzano (-960), tutte caratterizzate da una capacità attrattiva superiore alla quota di residenti che si sposta verso altre aree.

All’estremo opposto si collocano soprattutto le Regioni del Mezzogiorno: la Calabria registra il saldo più elevato di spostamenti in uscita con 32.131 ricoveri, davanti alla Campania (31.323), alla Sicilia (22.765) e alla Puglia (16.867). Seguono Liguria (10.869), Basilicata (8.220), Abruzzo (7.439), Sardegna (6.249), Marche (6.272) e Umbria (4.227). Valori più contenuti si osservano in Provincia autonoma di Trento (2.434), Friuli-Venezia Giulia (1.338), Valle d’Aosta (1.059) e Molise (191), mentre il Piemonte si colloca in sostanziale equilibrio con un saldo pari a 59.

DAY HOSPITAL: LAZIO IN TESTA PER MOBILITÀ ATTIVA

Anche nei ricoveri per acuti in regime diurno la distribuzione dei flussi resta fortemente concentrata. Il Lazio guida la classifica dei territori con maggiore capacità attrattiva, con un saldo di -22.590, seguito dalla Lombardia (-19.531) e dall’Emilia-Romagna (-11.881). Subito dopo si posizionano, sempre con saldo favorevole, Liguria (-3.082), Toscana (-2.740), Friuli-Venezia Giulia (-1.402), Veneto (-489) e Provincia autonoma di Bolzano (-161).

Sul fronte degli spostamenti in uscita, la Calabria registra il valore più elevato (11.555), seguita da Puglia (11.456), Campania (10.931) e Sicilia (7.596). Completano la classifica Piemonte (5.593), Abruzzo (4.620), Sardegna (3.155), Marche (2.800), Umbria (1.844), Basilicata (1.510), Provincia autonoma di Trento (684), Molise (94) e Valle d’Aosta (38).

Il quadro restituisce quindi una struttura ormai consolidata, nella quale pochi grandi sistemi sanitari regionali continuano a rappresentare punti di riferimento per pazienti provenienti da vaste aree del Paese, mentre diverse Regioni meridionali registrano una persistente uscita di residenti verso altre strutture.

OLTRE 430 MILA RICOVERI DI CITTADINI STRANIERI

Il Rapporto dedica infine un focus agli ingressi dall’estero. Nel 2024 le strutture ospedaliere italiane hanno registrato 431.355 ricoveri di cittadini stranieri. La distribuzione territoriale evidenzia una forte concentrazione nel Nord Italia, che assorbe il 62,2% dei ricoveri, con la Lombardia che da sola rappresenta il 20,7% del totale.

Il Centro raccoglie il 24,6% dei ricoveri, con il Lazio all’11,8%, mentre il Sud si ferma al 13,2%, con la Campania al 3,7%. Per quanto riguarda la provenienza dei pazienti, il 71% dei ricoveri riguarda cittadini provenienti dall’Unione Europea, dagli altri Paesi europei e dall’Africa.

Nel complesso, il Rapporto SDO 2024 fotografa un sistema ormai stabilizzato dopo le oscillazioni legate alla pandemia, ma evidenzia anche il permanere di profonde differenze territoriali nella capacità dei servizi sanitari regionali di attrarre pazienti e trattenere i propri residenti.

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