Life Science Excellence Awards 2020

Tre i progetti che hanno meritato il titolo di Eccellenza, dedicati a emofilia, malattie infiammatorie croniche e servizi per i pazienti

Roma – Takeda vince ai Life Science Excellence Awards 2020 con tre progetti: “Non aspettando Godot”, dedicato ai pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali, “Emofilia & sport: MEMO”, a sostegno del movimento e della pratica sportiva tra i pazienti emofilici, e “Il paziente al centro del sistema sanità”, per la gestione dei pazienti con malattie rare.

Con l’obiettivo di individuare e promuovere progetti e prodotti di eccellenza e raccontare i fiori all’occhiello dell’avanzamento scientifico, i Life Science Excellence Awards, patrocinati da SICS (Società Italiana di Comunicazione Scientifica e sanitaria), sono giunti alla seconda edizione italiana. I progetti finalisti sono stati raccontati e promossi da un’intensa attività di comunicazione integrata, rivolta a un’audience di 4 milioni di utenti e sono stati votati da una giura di esperti, che ha conferito il sigillo di “Life Science Excellence”.

Nell’area Gastroenterologia, per la categoria “Patient & Advocacy Program of the Year”, si è aggiudicato il riconoscimento di eccellenza “Non Aspettando Godot”, progetto di teatroterapia a sostegno delle persone con MICI-Malattie infiammatorie croniche intestinali, realizzato in collaborazione con AMICI Onlus e IPSE (Istituto Psicologico Europeo). Utilizzando la forza espressiva del teatro, Non Aspettando Godot racconta e rappresenta le sensazioni di chi convive con una patologia invisibile. Emerse con la guida di uno psicoterapeuta, queste suggestioni hanno ispirato una vera e propria pièce teatrale, che con il supporto di attori professionisti, ha portato in scena cosa significa vivere in attesa costante di una diagnosi, di una cura, di una recidiva. Lo spettacolo è stato proposto in 5 date in altrettante città italiane davanti a una platea di pazienti, caregiver, medici, istituzioni e giornalisti. La campagna ha un sito dedicato dove è possibile ripercorrere tutte le fasi del progetto.

Praticare movimento per migliorare la stabilità delle articolazioni e ridurre il rischio di traumi e sanguinamenti, è una delle maggiori necessità per le persone con emofilia, a cui è dedicato il progetto “Emofilia & sport: MEMO Costruire insieme il movimento per l’emofilia”. Premiato come “Communication & PR Project of the Year" nella categoria Ematologia & Oncoematologia, il progetto ha l’obiettivo di costruire una ‘piramide del movimento’ che possa guidare le persone con emofilia di ogni età nella scelta degli sport e delle attività motorie più idonee da praticare e alla relativa frequenza con cui farlo. In un contenuto di immediata comprensione che si ispira alla piramide alimentare, anche quella del movimento riporta alla base le attività da includere nella vita quotidiana, fino a quelle dell’apice, altamente sconsigliate per le persone con emofilia con e senza artropatia.

Sempre nell’ambito delle malattie rare e per la categoria “Communication & PR Project of the Year”, è stato premiato il progetto “Il paziente al centro del sistema sanità: come omogeneizzare gli iter di cura creando valore, inteso come risposta al Bisogno”. Con l’obiettivo di migliorare le modalità di accesso ai servizi e ai trattamenti clinici dei pazienti, soprattutto per coloro affetti da una patologia rara, il progetto intende creare una rete assistenziale integrata e promuovere una crescita culturale, grazie a una serie di corsi e sessioni formative, raccordate poi in un position paper.

“Essere premiati con progetti di natura molto diversa tra loro è segno dell’ottimo lavoro dei team, guidato dalla volontà di offrire sempre nuove occasioni di miglioramento della qualità di vita dei pazienti, nei diversi contesti in cui vivono, dalla struttura sanitaria dove sono in cura alla quotidiana pratica sportiva”, afferma Rita Cataldo, Amministratore Delegato Takeda Italia. “A partire dal rispetto dei nostri principi, lavoriamo con resilienza anche per continuare a mantenere alta l’attenzione verso malattie silenziose come le patologie croniche, migliorando la consapevolezza e coltivando il dialogo con le istituzioni”.

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