Anni fa la loro aspettativa di vita sarebbe stata estremamente ridotta a causa di due malattie rare, la sindrome di Loyes-Dietz e quella di Marfan, oggi invece, grazie a dei complessi interventi cardiochirurgici eseguiti al San Matteo di Pavia in collaborazione con gli esperti della Johns Hopkins di Baltimora possono giocare come tutti gli altri bimbi sicuri delle condizioni del loro cuore. Succede a 4 ragazzini, dai 3 ai 12 anni che sono arrivati al centro di Pavia da tre regioni diverse: Trentino, Abruzzo e Veneto.  Le malattie rare con le quali erano nati, la sindrome di Loyes-Dietz e quella di Marfan, colpiscono infatti gravemente l'aorta e le valvole cardiache. Le patologie sono state diagnosticate dal laboratorio specializzato di Eloisa Arbustini, e i ragazzini sono stati operati al San Matteo da un'equipe di Baltimora, specializzata proprio in casi di questo tipo.
“Eccellenza clinica multidisciplinare e ricerca traslazionale – spiega la dottoressa Arbustini - sono le carte vincenti. Oggi sorridono e giocano: con il passare del tempo questi bambini ricorderanno poco o niente di questa esperienza, che però è stata essenziale per consentire loro di diventare grandi”.
Il San Matteo, che segue oltre 1500 pazienti con queste patologie, “si conferma una eccellenza internazionale - dice il suo presidente, Alessandro Moneta - e permette di dare una chance e un futuro a chi soffre di malattie molto rare. Ricerca e collaborazione tra le diverse professionalità del Policlinico hanno permesso questo straordinario risultato. È un patrimonio di conoscenza e capacità che nessuna crisi può scalfire”

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