Farmaci

La combinazione permette di ritardare un’eventuale nuova insorgenza della malattia di oltre 5 anni rispetto alla chemioterapia

Roma – I nuovi dati dello studio MURANO, che ha arruolato pazienti con leucemia linfatica cronica recidivante/refrattaria, confermano l’efficacia del meccanismo d’azione di venetoclax, trattamento chemio-free a durata fissa, di due anni, in grado di attivare la morte programmata delle cellule tumorali. Nello studio è stato confermato il beneficio dell’associazione venetoclax più rituximab rispetto alla chemio-immunoterapia in termini di efficacia, intesa come sopravvivenza libera da progressione e sopravvivenza globale.

Circa la metà dei pazienti valutati risulta ancora libero da progressione della malattia dopo 3 anni dalla fine del trattamento. L’arco di tempo che intercorre fino ad un eventuale nuovo trattamento è di circa 5 anni più duraturo rispetto ai 2 anni della chemio-immunoterapia. Venetoclax permette inoltre di ottenere risposte profonde, infatti in una importante percentuale di pazienti la malattia non è più rilevabile con gli strumenti diagnostici oggi disponibili. L’innovazione terapeutica della terapia a durata fissa si traduce in un significativo impatto sulla qualità di vita dei pazienti.

Questi gli argomenti discussi oggi nel corso della web conference “Leucemia linfatica cronica: la terapia a durata fissa trasforma gli standard di cura per una migliore qualità di vita del paziente”, promossa da AbbVie con la partecipazione di AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma).

“La diagnosi di leucemia linfatica cronica rappresenta uno di quegli incontri che cambia la vita”, dichiara Sabrina Nardi, Responsabile AIL Pazienti. “L’impatto psicologico per chi la riceve, per il suo contesto familiare e sociale, è molto importante: si tratta di una patologia curabile, ma attualmente ancora non guaribile, che richiede una convivenza quotidiana con la malattia, affrontare dubbi sul futuro, attese, e di gestire gli impatti dal punto di vista relazionale, lavorativo, economico e di gestione del tempo libero. Riappropriarsi di una buona qualità di vita, coltivare i propri sogni e le proprie passioni è fondamentale. I dati positivi sui trattamenti che durano due anni e poi permettono l’interruzione sono un’arma in più a disposizione dei pazienti per una nuova normalità. È quindi importante per i pazienti che si continuino a monitorare i dati di tempo libero da malattia dopo la sospensione della terapia”.

“Innovare le terapie e migliorare la qualità di vita dei pazienti è al centro del nostro lavoro”, dichiara Annalisa Iezzi, Direttore Medico, AbbVie Italia. “I dati dello studio MURANO sulla leucemia linfatica cronica confermano l’innovativo meccanismo d’azione di venetoclax, che agendo sulla proteina BCL-2, agisce per riattivare il meccanismo che spinge le cellule tumorali alla morte programmata. AbbVie - continua Iezzi - è impegnata a trasformare gli standard di cura per diversi tumori del sangue e al contempo sta valutando più di 20 terapie sperimentali in oltre 300 studi clinici per alcune delle malattie tumorali più diffuse e difficili da trattare”

Antonio Cuneo, Direttore della Sezione di Ematologia dell’AOU Arcispedale Sant’Anna di Ferrara, afferma: “Oggi è possibile vivere a lungo senza progressione della malattia e senza chemioterapia con evidenti vantaggi per il paziente, per i medici e per il Servizio Sanitario Nazionale. La possibilità di utilizzare un regime terapeutico per un periodo limitato nel tempo, come nel caso di venetoclax, rappresenta un’opportunità unica per la gestione clinica della leucemia linfatica cronica, permettendo al paziente di riprendere la propria vita nonché di ottimizzare le risorse per il Servizio Sanitario”.

“Per i tumori del sangue le cure sono sempre più efficaci e producono risposte migliori e più durature”, dichiara Francesca Romana Mauro, Professore Associato e Dirigente Medico presso l'Istituto di Ematologia dell'Università Sapienza di Roma. “I risultati a lungo termine dello studio MURANO confermano, nei pazienti con leucemia linfatica cronica recidivante/refrattaria, la superiorità di venetoclax e rituximab rispetto ad un approccio terapeutico chemio-immunoterapico convenzionale. Il trattamento a durata fissa di 2 anni con venetoclax e rituximab permette di raggiungere risposte molto profonde e prolungate nel tempo. Questo trattamento si è dimostrato in grado di ritardare l’eventuale ripresa della malattia anche dopo più di 3 anni dalla sospensione della terapia. Una gestione terapeutica più efficace e limitata nel tempo della patologia favorisce il miglioramento della qualità di vita del paziente”.

Il dottor Stefano Molica, Dipartimento Onco-Ematologico dell'Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dichiara: “I risultati dello studio MURANO confermano che i pazienti con leucemia linfatica cronica recidivante/refrattaria possono vivere più a lungo senza una successiva recidiva di malattia e ritardare così eventuali nuovi trattamenti. Inoltre, la terapia limitata nel tempo riduce la prevalenza di eventi avversi correlati al trattamento ed una migliore qualità di vita per il paziente, a differenza di un trattamento continuativo”.

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