malattia di Chagas, Gabriel LedezmaGabriel Ledezma, presidente AILMAC: “La nostra associazione organizza delle giornate di screening gratuito per questa parassitosi oggi diffusa anche in Italia”

Bergamo – Sembrano innocue cimici, ma sono responsabili della terza malattia parassitaria più frequente al mondo. Questi insetti ematofagi, lunghi fra 1 e 4 cm, si chiamano Triatominae e sono i vettori della malattia di Chagas: attraverso la loro puntura trasmettono all'uomo un parassita, il protozoo Trypanosoma cruzi. La patologia può rimanere asintomatica anche per decenni, ma silenziosamente continua a provocare danni importanti a cuore, esofago e intestino, mettendo a rischio la vita della persona affetta.

Descritta per la prima volta nel 1909 dal batteriologo e igienista brasiliano Carlos Chagas, la malattia, nota anche come tripanosomiasi americana, è endemica solo nell'America centrale e nel Sud America (esclusi i Caraibi), aree dove vive il vettore, la cimice. Con l'immigrazione e il turismo, tuttavia, la malattia di Chagas ha varcato i confini, ed è diagnosticata anche negli Stati Uniti e in Europa.

L'aumento dei casi registrati anche in Italia ha portato alla nascita dell'Associazione Italiana per la Lotta alla Malattia di Chagas, AILMAC Onlus. Come racconta il presidente, Gabriel Ledezma (in foto), la Onlus viene fondata a Bergamo nel 2013, come omaggio alla professoressa Giuseppina Schöpf Fadda, chiamata “la mamma dei boliviani” per la sua intensa attività di volontariato a favore dell'integrazione di questa comunità, la più numerosa nella città orobica.

L'attività dell'associazione ha suscitato anche l'interesse di Medici Senza Frontiere, organizzazione della quale Ledezma è stato collaboratore culturale. Per lo meno due volte l'anno, AILMAC organizza delle giornate dedicate allo screening e alla sensibilizzazione sulla malattia, solitamente a Bergamo, Milano, Genova o Verona. “Il test consiste in un semplice prelievo di sangue, gratuito ed eseguito dai nostri volontari, con il quale è possibile individuare anche un'altra malattia causata da un verme parassita nematode, la strongiloidiasi”, spiega Ledezma.

Di solito si sottopongono a screening dalle 50 alle 80 persone, e troviamo sempre qualche caso positivo. Se il risultato è dubbio, il soggetto viene ricontattato per eseguire altri test più specifici e viene indirizzato allo specialista per le cure del caso. Per pubblicizzare le nostre attività, oltre a usare Facebook, contattiamo i consolati delle principali nazioni latinoamericane e distribuiamo volantini nei luoghi d'incontro delle comunità. Spesso, però, è difficile convincere le persone a fare il test: a causa dello stigma associato alla malattia, non vivono serenamente questa condizione e vogliono evitare di parlarne, anche per paura di perdere il lavoro”.

AILMAC fa parte della federazione internazionale FINDECHAGAS, che riunisce 15 associazioni e ha un posto presso l'Organizzazione Mondiale della Sanità. AILMAC parteciperà alla quinta assemblea di FINDECHAGAS, che si svolgerà quest'anno in Messico; segue inoltre i principali congressi sulle malattie tropicali e ha come punto di riferimento il centro di Malattie Tropicali dell'Ospedale Sacro Cuore – Don Calabria di Negrar (Verona), dove lavora il dr. Andrea Angheben, vicepresidente dell'associazione. Altri centri specializzati nella malattia di Chagas sono l'Ospedale Spallanzani di Roma, il Careggi di Firenze e il Sacco di Milano. È stretta anche la collaborazione con la sanità bergamasca: grazie a un accordo e alla donazione di un privato, oggi l'Ospedale Papa Giovanni XXIII offre il test gratuito per la malattia di Chagas alle donne in età fertile, dai 18 ai 45 anni.

Molto importante, nell'associazione, è il lato umano: “Con la raccolta fondi abbiamo potuto dare supporto economico e logistico a un paziente che doveva curarsi a Verona”, conclude Gabriel Ledezma. “Ora stiamo puntando su due micro-progetti: un servizio di consulenza medica online e il consolidamento della collaborazione con i Consolati”.

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