Lo studio è finanziato dalle associazioni “Orchestra per la Vita APS” e “MC4 in Corsa per la Vita ETS”
Le associazioni “Orchestra per la vita APS” e “MC4 in Corsa per la vita! ETS” annunciano il finanziamento di un innovativo progetto internazionale di ricerca dedicato al sarcoma epitelioide, una rara e aggressiva forma di tumore dei tessuti molli che colpisce prevalentemente adolescenti e giovani adulti.
Il progetto sarà sviluppato presso il laboratorio del Prof. Filipe Pereira della Lund University (Svezia), in collaborazione con i gruppi di ricerca dei Professori Ana Banito e Thomas Grünewald del DKFZ di Heidelberg (Germania), tra i maggiori esperti mondiali nella biologia dei sarcomi.
L’obiettivo è verificare se sia possibile trasformare le cellule tumorali del sarcoma epitelioide in cellule capaci di attivare il sistema immunitario contro il tumore stesso, attraverso un processo noto come riprogrammazione cellulare.
Un cambio di paradigma nella lotta contro il cancro
Per oltre un secolo la strategia dominante contro il cancro è stata quella di eliminare le cellule tumorali mediante chirurgia, radioterapia, chemioterapia e farmaci mirati.
Oggi una nuova linea di ricerca sta aprendo prospettive completamente diverse. La cosiddetta reversione tumorale parte da una domanda rivoluzionaria: una cellula tumorale è davvero condannata a rimanere tale per sempre oppure può essere indotta a cambiare comportamento?
Sempre più studi suggeriscono che il tumore non sia soltanto il risultato di mutazioni genetiche irreversibili, ma anche di alterazioni dei complessi sistemi di regolazione cellulare. In determinate condizioni biologiche alcune cellule tumorali possono recuperare caratteristiche più vicine alla normalità oppure essere convertite verso nuove identità funzionali.
Il contributo di Andrea Pensotti e Mariano Bizzarri
In Italia questo filone di ricerca è stato approfondito e divulgato da Andrea Pensotti, autore del libro “Reversione – La scoperta scientifica che sta cambiando la nostra visione del tumore”.
L’opera ripercorre oltre un secolo di osservazioni scientifiche che suggeriscono la possibilità di modificare il destino biologico delle cellule tumorali e offre una panoramica delle più recenti ricerche sulla reversibilità del processo neoplastico.
Queste tematiche sono oggi oggetto di studio anche presso il Systems Biology Lab della Sapienza Università di Roma, dove Andrea Pensotti collabora con il Prof. Mariano Bizzarri, tra i principali esponenti internazionali della biologia dei sistemi applicata all’oncologia.
I loro studi hanno contribuito a evidenziare il ruolo del microambiente cellulare, dell’organizzazione biologica e delle reti di regolazione nella comparsa e nell’evoluzione dei tumori, aprendo nuove prospettive per comprendere i fenomeni di reversione tumorale.
Il laboratorio del Prof. Filipe Pereira: dalla teoria alla sperimentazione
Se gli studi sulla reversione tumorale hanno contribuito a ridefinire il quadro teorico, il laboratorio del Prof. Filipe Pereira rappresenta oggi una delle applicazioni sperimentali più avanzate di questi concetti. Negli ultimi anni il gruppo della Lund University ha dimostrato che specifici fattori di trascrizione, denominati PU.1, IRF8 e BATF3, possono riprogrammare cellule tumorali trasformandole in cellule simili alle cellule dendritiche convenzionali di tipo 1 (cDC1), fondamentali per l’attivazione della risposta immunitaria antitumorale.
In pratica, il tumore viene convertito in una sorta di “istruttore” del sistema immunitario, capace di insegnare alle difese dell’organismo a riconoscere e combattere la malattia.
Dalla ricerca accademica alla nascita di Asgard Therapeutics
L’importanza di questi risultati è dimostrata dal fatto che dalle ricerche del Prof. Pereira è nata Asgard Therapeutics, società biotech svedese fondata per trasformare le scoperte sulla riprogrammazione cellulare in nuove terapie oncologiche.
La piattaforma sviluppata da Asgard Therapeutics si basa proprio sulla conversione delle cellule tumorali in cellule in grado di presentare antigeni al sistema immunitario, con l’obiettivo di rendere riconoscibili tumori che normalmente sfuggono alle difese dell’organismo. La nascita di questa azienda rappresenta una concreta validazione scientifica e industriale del potenziale terapeutico della riprogrammazione cellulare.
Perché il sarcoma epitelioide
Il sarcoma epitelioide è considerato uno dei tumori più difficili da trattare con le attuali immunoterapie perché viene definito “immune cold” (immunologicamente freddo): il sistema immunitario fatica a riconoscerlo e ad attivare una risposta efficace.
Grazie alla collaborazione con i laboratori di Heidelberg, il progetto utilizzerà modelli sperimentali avanzati e campioni derivati dai pazienti per verificare se la riprogrammazione cellulare possa rendere questo tumore nuovamente visibile alle difese immunitarie.
Una ricerca che guarda al futuro
“Con questo finanziamento, Orchestra per la Vita APS e MC4 in Corsa per la Vita ETS confermano il proprio impegno nel sostenere progetti altamente innovativi e ad alto potenziale scientifico”, sottolinea Andrea Bolzicco, responsabile del settore ricerca delle due associazioni.
Le presidenti delle associazioni, Leda Berto e Maragrazia Vescia, sottolineano che “la perdita dei rispettivi giovani figli si è trasformata nella volontà di non vedere altre famiglie soffrire per un cancro così devastante come il sarcoma epitelioide”.
Il progetto finanziato da Orchestra per la Vita APS e MC4 in Corsa per la Vita ETS rappresenta un esempio concreto di ricerca traslazionale capace di collegare intuizioni teoriche, biologia dei sistemi, riprogrammazione cellulare e sviluppo di future applicazioni terapeutiche.
Se i risultati attesi saranno confermati, questa strategia potrebbe inaugurare una nuova generazione di immunoterapie basate non soltanto sulla distruzione delle cellule tumorali, ma sulla loro conversione in alleate del sistema immunitario.
Una prospettiva che fino a pochi anni fa sembrava appartenere alla fantascienza e che oggi sta entrando nei laboratori più avanzati.
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