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La struttura ospedaliera italiana è stata la prima al mondo ad utilizzare questo nuovo dispositivo artificiale in un paziente pediatrico

Una giovane ragazza di 16 anni, affetta da una severa forma di miocardiopatia dilatativa, rischiava di perdere la vita in qualsiasi momento a causa delle gravi conseguenze della patologia. Per questo motivo, i medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma hanno deciso di sottoporre la paziente all'innesto di un nuovo tipo di cuore artificiale a levitazione magnetica. L’intervento è stato eseguito con successo da una equipe di specialisti del Dipartimento medico chirurgico di cardiologia pediatrica, sotto la direzione del dott. Antonio Amodeo (responsabile ECMO e assistenza meccanica cardiorespiratoria). Il Bambino Gesù, da sempre all'avanguardia nel settore dei trapianti cardiaci, rappresenta il primo centro ospedaliero al mondo ad aver impiegato l'innovativo organo meccanico in un paziente pediatrico.

Questo nuovo tipo di cuore artificiale si chiama 'Heart Mate 3'. Negli Stati Uniti è ancora sottoposto a sperimentazione clinica mentre in Europa, dopo aver ottenuto il marchio CE ad ottobre del 2015, è già stato impiantato in numerosi pazienti, ma solo di età adulta. Il dispositivo funziona grazie ad una pompa centrifuga a levitazione magnetica che mantiene il rotore sospeso impedendogli di entrare in contatto con altre parti meccaniche. Il particolare funzionamento dell'apparecchio impedisce che si verifichi attrito tra le sue diverse componenti, prevenendone così l’usura, e facilita il passaggio del sangue nella macchina, facendo in modo che i globuli rossi non subiscano danni e riducendo il tasso di effetti collaterali come l'emolisi. Heart Mate 3 può essere utilizzato sia come 'soluzione ponte', in attesa del trapianto di cuore, sia come soluzione definitiva (destination therapy) per chi, a causa delle sua patologia, non può essere sottoposto a trapianto d’organo.

L’equipe medica del Bambino Gesù, considerata la gravità delle condizioni della giovane paziente, ha chiesto alla casa produttrice di Heart Mate 3, la St. Jude Medical, il permesso di utilizzare il dispositivo per la prima volta al mondo su un paziente pediatrico. Gli specialisti italiani hanno preso questa decisione in base agli ottimi risultati emersi dalla sperimentazione europea dell'apparecchio. L'impiego di questo cuore artificiale ha ottenuto una sopravvivenza del 98% dei pazienti a 1 mese dall’impianto e del 92% a 6 mesi. Ancora più importante, su 50 individui adulti trapiantati non sono stati registrati eventi avversi (trombosi, emolisi o malfunzionamenti meccanici).

“Ci è stata data l’opportunità di utilizzare per primi su un paziente pediatrico questo nuovo dispositivo alla luce dell’esperienza maturata negli anni dal Bambino Gesù nel campo degli impianti di cuori artificiali – spiega il dottor Antonio Amodeo – È stato un intervento reso necessario dai rischi di morte improvvisa a cui la ragazza era sottoposta a causa della sua patologia. Il nuovo dispositivo magnetico offriva garanzie migliori in termini di efficacia e di sopravvivenza ed infatti la ragazza a distanza di sole 16 ore dall’intervento era sveglia e in ottime condizioni”.

Dopo quattro giorni dalla delicata operazione, è stato possibile trapiantare alla giovane paziente un nuovo cuore naturale compatibile. Oggi la ragazza sta bene ed è stata dimessa dall’ospedale il primo febbraio di quest'anno.

L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha realizzato il primo impianto di cuore artificiale nel 2002. Da allora sono stati impiantati oltre 60 cuori artificiali. Il 30 settembre 2010 l’Ospedale ha eseguito l’impianto del primo cuore artificiale permanente in un paziente pediatrico portatore di distrofia di Duchenne, e, nell’aprile del 2012, quello del più piccolo cuore artificiale, del peso di 11 grammi, sempre per la prima volta al mondo, su un bambino di appena 16 mesi. Nel periodo 2011-15, il Bambino Gesù ha coperto quasi il 50% di impianti di cuori artificiali pediatrici in Italia.



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