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S.L.A. - Sclerosi Laterale Amiotrofica

La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa che porta ad una degenerazione dei motoneuroni e causa una paralisi totale. Attualmente non esiste cura e l'esito è infausto. L'incidenza è di circa 1-3 casi ogni 100.000 abitanti all’anno. In Italia si stimano almeno 3.500 malati e 1.000 nuovi casi ogni anno. La prevalenza, cioè il numero di casi presenti sulla popolazione, è in aumento: questo grazie alle cure che permettono di prolungare la vita del malato.

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Il protocollo d'intesa è stato firmato dall'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria e dalla sezione locale dell'Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA)

REGGIO CALABRIA – Formare gli operatori sanitari del pronto intervento per prepararli a fronteggiare una malattia devastante come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA): è l'obiettivo di un progetto pilota firmato lo scorso 18 luglio dall'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Reggio Calabria e dalla sezione locale dell'Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA).

Il nostro Paese sarà il primo in Europa ad avere in commercio un nuovo trattamento per la SLA dopo più di vent’anni

Milano – Sarà presto disponibile in Italia un nuovo farmaco per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA): si tratta dell'edaravone (nome commerciale Radicut), una molecola che, per le persone con SLA, è già in uso in Giappone e Corea del Sud dal 2015, e che, negli Stati Uniti, è stata approvata a maggio di quest'anno (Clicca qui per leggere la notizia). Il farmaco ha dimostrato, in recenti studi clinici, di poter indurre un moderato rallentamento della degenerazione motoria associata alla malattia. Nel nostro Paese, la richiesta di introduzione del Radicut, portata avanti dall'Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA), è stata accolta di recente dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

L'interfaccia neurale è stata testata con successo in una donna affetta da sclerosi laterale amiotrofica, che in questo modo ha potuto riacquistare la capacità di esprimersi autonomamente

Uno dei migliori film di Julian Schnabel racconta la storia di Jean-Dominique Bauby, giornalista della nota rivista ELLE che, a soli 43 anni, fu colpito da un ictus le cui conseguenze lo precipitarono in quella che viene definita sindrome locked-in che, letteralmente, significa 'intrappolato', 'chiuso dentro'. In effetti, là particolarità di questa orribile condizione consiste nel fatto che tutte le funzioni motorie del paziente cessano, mentre quelle cognitive rimangono attive e funzionanti. Le cause più comuni sono di tipo vascolare o traumatico, ma la sindrome può associarsi anche a malattie neurodegenerative come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

Si tratta del primo trattamento per la SLA ad essere autorizzato negli Stati Uniti da più di 20 anni

USA - La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato, proprio in questi giorni, l'uso di edaravone per il trattamento della sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Il farmaco sembra in grado di rallentare, almeno in parte, il declino della funzionalità fisica causato dalla patologia, e, in Giappone e Corea del Sud, è a disposizione dei pazienti già dal 2015. Edaravone è stato sviluppato da Mitsubishi Tanabe Pharma Corporation (MTPC) e, negli Stati Uniti, sarà commercializzato con il marchio Radicava® da Mitsubishi Tanabe Pharma America (MT Pharma America).

Milano - Fondazione AriSLA rinnova anche quest’anno l’appuntamento con i ricercatori aprendo il nuovo Bando per finanziare l’eccellenza della ricerca scientifica sulla SLA in Italia. Si tratta del decimo Bando proposto da AriSLA - Fondazione Italiana di ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica, che fino ad oggi ha investito oltre 10,6 milioni di euro in attività di ricerca, sostenendo 62 progetti e rimanendo al fianco di oltre 250 ricercatori italiani, per offrire servizi e strumenti a supporto del loro impegno quotidiano nella lotta alla malattia. Sono numeri importanti che confermano il ruolo della Fondazione quale principale organismo in Italia e in Europa che opera esclusivamente a supporto della ricerca scientifica sulla SLA.

SpongeBobLa sclerosi laterale amiotrofica (SLA) ha colpito anche Stephen Hillenburg, il creatore del celebre cartone animato SpongeBob. La ‘bastarda’ - così l’aveva soprannominata Stefano Borgonovo, il calciatore morto nel 2013 a causa di questa malattia - al contrario di altre malattie che a lungo rimangono nell’ombra perché non colpiscono personaggi famosi, pare avere una vera e propria predilezione per le celebrità. Molte sue vittime sono stati calciatori famosi - oltre a Borgonovo ricordiamo Armando Segato (il primo calciatore che ebbe questa diagnosi in Italia) e Gianluca Signorini - e adesso la SLA colpisce anche il mondo del cinema di animazione.

Roma – Nel corso di una visita al Centro Clinico NeMO di Roma, Robert Brown, ricercatore che ha individuato il primo gene della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), chiamato SOD1, ha invitato il Centro Clinico NeMO a divenire parte del Northeast ALS Consortium (NEALS), il maggiore consorzio al mondo di centri di ricerca clinica sulla SLA e sulle malattie del motoneurone, cioè quelle patologie fortemente invalidanti che “bloccano” i neuroni che controllano i movimenti.



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