Il governo ha dato parere favorevole. Il direttore di OmaR: “Per mettere in pratica legge servirà un decreto attuativo”

Il disegno di legge sugli screening neonatali potrebbe presto essere approvato definitivamente dal Senato. Il governo, tramite il parere del sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, ha espresso parere favorevole all'assegnazione alla commissione Sanità in sede deliberante dell'articolato. Il testo presentato da Paola Taverna, senatrice del Movimento 5 stelle, potrà quindi ottenere il via libera senza passare dall'aula di Palazzo Madama. Una procedura straordinaria che viene solitamente utilizzata quando vi è l'accordo della quasi totalità delle forze politiche presenti al Senato. In questo caso, tutti i Gruppi hanno dato il proprio semaforo verde. Per procedere con la votazione finale manca solo l'assenso della presidenza del Senato. Pietro Grasso e l'ufficio di presidenza dovrebbero quindi esprimersi nei prossimi giorni o alla ripresa dei lavori al rientro della pausa estiva.

L'esito di cui vi raccontiamo non deve apparire scontato. Negli scorsi mesi si erano registrati momenti di forte tensione durante l'esame della legge. Qui avevamo raccontato di un duro botta e risposta tra Paola Taverna e il governo. Durante l'esame a Montecitorio era comunque emerso che l'esecutivo non avrebbe avuto motivo per affossare un provvedimento legislativo che risultava pienamente condivisibile anche dai partiti della maggioranza, così come avevamo riportato qui. Tanto che si è deciso di inserire le prestazioni nei nuovi Livelli essenziali di assistenza che dovrebbero essere approvati dalla Conferenza Stato-Regioni tra settembre e ottobre.

Il definitivo via libera si accinge quindi ad eliminare le discriminazioni territoriali oggi esistenti. La senatrice Paola Taverna ha più volte sottolineato che la sua proposta è nata per garantire il diritto alla salute di tutti i nascituri: senza distinzioni territoriali. Oggi un bambino calabrese non ha diritto allo screening mentre chi emette i primi vagiti in Toscana ha la possibilità di accedere a una diagnosi nei primi giorni di vita. Tempistica che spesso fa la differenza fra una vita e in salute e un'esistenza gravata dalla malattia.

Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore di Osservatorio Malattie rare, commenta la decisione del governo e spiega che sarà necessario un ulteriore passaggio amministrativo per garantire la piena esecuzione della legge che i senatori si accingono ad approvare: “Il passaggio in sede deliberante lascia sperare che, entro la fine dell’anno, la legge sia approvata. Per metterla in pratica servirà poi un decreto attuativo e che si attivino tutti i servizi necessari, non solo quelli per l’esecuzione del test ma anche quelli per la presa in carico dei neonati e delle famiglie laddove ci sia una diagnosi di malattia. Non possiamo che augurarci che il decreto arrivi presto, che veramente si accompagni ad un inserimento dello screening neonatale nei nuovi LEA, e che ci sia poi un costante monitoraggio sul corretto utilizzo dei fondi”.

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